Assemblea dei dipendenti delle Poste: e agli sportelli si scatena il caos

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Dipendenti delle Poste in assemblea, questa mattina a Palermo, per protestare contro il piano di riordino dell’azienda. E agli sportelli si scatena il caos: code lunghissime e utenti imbufaliti davanti alle porte chiuse delle sedi principali delle Poste, soprattutto quelle di via Roma e di via Alcide De Gasperi, e poi sportelli letteralmente presi d’assalto alla riapertura con attese infinite, disagi e lamentele.

L’assemblea di stamani ha coinvolto centinaia di dipendenti di tutti i settori (compresi quello meccanografico e i depositi postali) che si sono riuniti in assemblea per due ore, questa mattina, nell’aula magna della facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Palermo. A scatenare la loro protesta, il piano di riordino dell’azienda che prevede, tra i punti più contestati, il dimezzamento della distribuzione della corrispondenza (da 10 a 5 giorni ogni due settimane), la chiusura di 450 uffici postali e il regime di apertura a giorni alterni per altri 609.

Si tratta solo della prima di una serie di iniziative di protesta già annunciate dai sindacati: il 4 giugno, davanti alle Poste di via Roma, ci sarà una nuova manifestazione che coinvolgerà i lavoratori di Palermo, Trapani e Agrigento. E un’altra protesta è stata organizzata a Catania per giorno 11 giugno.

Inevitabili, dunque, e pesantissimi i disagi agli sportelli: le porte degli uffici sono rimaste praticamente chiuse fino a metà mattina, con centinaia di persone in coda fin dalle prime ore del mattino in attesa della riapertura. Disagi amplificati anche dal fatto che essendo il primo giorno del mese in quasi tutti gli uffici delle Poste si è registrato, come sempre, un afflusso maggiore di utenti, soprattutto pensionati. Molti, inoltre, gli utenti non informati dell’assemblea. Prima delle 11 molti sportelli non hanno avviato l’attività e sono rimasti chiusi, e per recuperare i ritardi accumulati sono previsti disagi per l’intera giornata.