Assente al processo Silvana Saguto, disciplinare in camera di consiglio per la decisione

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Saguto fa i nomi

E’ attesa nelle prossime ore la sentenza disciplinare per l’ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo Silvana Saguto. La disciplinare del Csm si è infatti ritirata in camera di consiglio, dopo aver constatato l’assenza, anche oggi, di Silvana Saguto, la quale ha rifiutato di fare le sue dichiarazioni con il mezzo della videoconferenza da Palermo.

La sezione disciplinare del Csm, ritenendo che il legittimo impedimento non sussista, ha respinto la richiesta di rinvio dell’udienza presentata da Silvana Saguto, ex presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo.

Saguto, sospesa da circa 2 anni e mezzo dalle funzioni e dallo stipendio, deve rispondere davanti al Csm di “vantaggi ingiusti” ottenuti per sé e per i suoi familiari, utilizzando la sua funzione di magistrato, con scambi di favori legati anche a nomine di amministratori giudiziari. Per presunte irregolarità compiute nella gestione dei beni confiscati alla mafia, l’ex presidente di sezione è sotto processo penale a Caltanissetta.

Il sostituto pg della Cassazione Mario Fresa ha ribadito davanti al “tribunale delle toghe” la sua richiesta, già formulata nello scorso febbraio, della massima sanzione disciplinare per Saguto, quella della rimozione dall’ordine giudiziario. Quanto alle reiterate assenze del magistrato, che, nel corso del procedimento disciplinare ha presentato diversi certificati medici chiedendo rinvii dell’udienza per poter rendere dichiarazioni spontanee, Fresa ha rilevato che “Saguto sta tentando in ogni modo di sottrarsi al procedimento, per arrivare alla pensione evitando l’onta della sanzione”.

La disciplinare di Palazzo dei Marescialli, presieduta dal vicepresidente Giovanni Legnini, ha quindi ritenuto di non rinviare ulteriormente il processo e, quindi, di ritirarsi in camera di consiglio per prendere la sua decisione. Il verdetto, atteso entro stasera, riguarderà non solo l’ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, ma anche altri 4 magistrati – Tommaso Virga, Guglielmo Muntoni, Fabio Licata e Lorenzo Chiaramonte – rimasti coinvolti in quello che le cronache hanno definito il “sistema Saguto”.

Per Virga, ex togato del Csm e oggi consigliere alla Corte d’appello di Roma, il pg Fresa ha chiesto la sanzione della perdita di anzianità per un anno e mezzo, mentre per Muntoni, presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Roma, ha sollecitato la sanzione della censura. Sia Virga che Muntoni sono comparsi oggi davanti al collegio disciplinare, ribadendo la correttezza del loro operato e la loro estraneità al metodo contestato a Saguto. Secondo il pg, infine, vanno sanzionati anche il giudice di Patti Fabio Licata e il giudice di Marsala Lorenzo Chiaramonte, all’epoca dei fatti entrambi in servizio nella sezione guidata da Saguto: per Licata è stata chiesta la sospensione per 6 mesi dalle funzioni e dallo stipendio, mentre per Chiaramonte la perdita di anzianità pari a 6 mesi.