Asti: per l’omicidio Indino arrestato anche il palermitano Calogero Milioto

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Asti: la Polizia di Stato ha arrestato cinque persone ritenute responsabili dell’omicidio, commesso a colpi di cric, di Francesco Indino, avvenuto in piazza Campo del Palio il 25 giugno 2015. In manette sono finiti anche due siciliani, un palermitano ed un catanese , oltre al datore di lavoro della vittima e a due cittadini albanesi, con precedenti giudiziari e di polizia.

Le indagini condotte dai poliziotti della Squadra Mobile, integrate da servizi di intercettazione telefonica, riscontri testimoniali e accertamenti scientifici, hanno permesso di ricostruire, oltre alla dinamica dell’omicidio, anche un quadro fortemente indiziario in merito al movente, al mandante e ai responsabili dell’efferato omicidio che e’ scaturito da inadempienze debitorie del datore di lavoro.

Un debito di 20mila euro, maturato nel commercio all’ingrosso di frutta e verdura, all’origine dell’ aggressione a colpi di cric di Francesco (Franco) Indino, l’autotrasportatore ucciso. Un omicidio “funzionale alla risoluzione di una controversia di natura economica” ha detto il procuratore di Asti, Alberto Perduca, nel corso della conferenza stampa dell’ operazione chiamata Cometa 2015  dalla Squadra mobile che ha condotto le indagini.

Eseguiti cinque provvedimenti di misure cautelari in carcere, emesse dal gip Alberto Giannone, per Stefano Bagnasco, 56 anni, di Asti, datore di lavoro di Indino, con precedenti di polizia, Massimo Blandini, 44 anni, di Catania, pregiudicato, Calogero Milioto, 57 anni, di Palermo, pregiudicato, Albano Hila, 45 anni albanese, pregiudicato e Afrim Jahja, 40 anni albanese, pregiudicato.

Sono “gravemente indiziati” di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dai motivi abbietti e futili. Un’indagine complessa, durata un anno e mezzo “con oltre 150 testimonianze acquisite”, ha detto il capo della Squadra mobile della Questura, Loris Petrillo. Centinaia le intercettazioni, con migliaia di ore di conversazioni registrate, rilievi tecnici, pedinamenti che hanno portato a individuare presunti autori e movente.

Bagnasco, che doveva i 20 mila euro a Blandini per diverse forniture di prodotti ortofrutticoli, aveva già subito intimidazioni e minacce per non aver pagato il debito. Quella mattina di giugno i cinque arrestati si erano dati appuntamento in piazza del Palio per dare una lezione al debitore insolvente. Con loro c’era anche Indino. Ne scaturì una lite, degenerata in aggressione e nella morte di Indino. “L’attivita’ investigativa – ha detto il procuratore – prosegue”. (ANSA).