Atto di accusa del padre a cinque anni dalla morte di Norman: “Quest’anno nessun concerto, nessuna fiaccolata”

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“Troppi silenzi da parte delle istituzioni, troppa ipocrisia di Statoper un omicidio di Stato, io e gli amici di Norman, pertanto, opporremo al “silenzio di Stato” il “silenzio rituale” affidato alla lettura dei nostri libri. Parleremo e grideremo attraverso il silenzio affidato alle pagine – solo all’apparenza mute – di autori della letteratura internazionale”. 

A parlare così è Claudio Zarcone, il padre di Norman Zarcone, il ragazzo che si tolse la vita il 13 settembre del 2010 nella facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo. 

“Sono stanco di rimanere intrappolato nelle logiche imbalsamate di amministratori marpioni e burocrati succhiainchiostro: non sono un impresario di spettacoli o di manifestazioni artistiche, tantomeno un questuante territoriale che si muove nelle stanze per far finanziare la festa del paese, in cambio di preferenze elettorali. Organizzare la manifestazione annuale in memoria di Norman mi fiacca, mi deprime, mi costa, perché – oltre a ricordare le mani di mio figlio sul pianoforte che suonano l’intro di Firth of Fifth dei Genesis –  devo fare i conti con i ricordi, i rimpianti, come quello che non potrò mai vedere mio figlio giocare, suonare con i suoi nipoti. Mi manca l’odore di Norman…”

“E poi – aggiunge – troppi cavilli inintelligibili messi come vernice dello statu quo, troppe promesse non mantenute, troppe parole sprecate a telecamere accese, per far passerella. Tanti pretesti, solo pretesti.Dodici disegni di legge bipartisan in due legislature, giacciono all’Ars per la Fondazione intitolata a Norman. Molte altre iniziative preannunciate, abortite subito dopo l’annuncio. Gli ultimi due presidenti della Regione che malgrado le ripetute richieste di incontro da me formulate per le vie istituzionali, non hanno mai sentito il bisogno di ricevermi. E lasciamo perdere gli appelli televisivi da me lanciati agli stessi, da emittenti nazionali e regionali. Sono stanchissimo, sbatto contro l’ipocrisia di incantatori di serpenti e scriba compiacenti. Troppi falsi amici nelle istituzioni, troppi capiscuola compromessi e boriosi nel mondo della cultura e della politica, troppi finti e untuosi rivoluzionari mendicano la scena; troppi impostori della libertà di pensiero riconosco fra le vestali della schiena curva. Ci affideremo, pertanto (almeno per quest’anno), alla lettura silenziosa dei libri a noi  più cari e faremo celebrare la messa annuale in suffragio di Norman. Questa sarà la nostra parola muta ma “dicente”, questo il nostro messaggio rituale oltre la retorica dell’ipocrisia istituzionale. Faremo “violenza”, purtroppo, alla musica di Norman e alla fiaccolata che ogni anno si conclude presso lo “Spazio Generazione Norman”, nella cittadella universitaria”.