Bancarotta fraudolenta, sequestrato dalla Guardia di finanza il Teatro Zappalà

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teatro zappalà

Bancarotta fraudolenta, sequestrato il teatro Zappalà. Sono stati i finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo ad eseguire il provvedimento di sequestro preventivo disposto dal gip del tribunale di Palermo, su richiesta della procura della Repubblica.

La decisione è stata presa nei confronti degli amministratori di una cooperativa di Palermo, per aver sottratto al patrimonio della società in fallimento le strutture del “Gran Teatro Tenda”, per un valore quantificato in 760mila euro.

Le indagini, eseguite dalle fiamme gialle, sono state avviate a seguito della dichiarazione di fallimento della cooperativa, avvenuta nel luglio del 2017, storica società palermitana attiva nel settore della rappresentazione di spettacoli teatrali, e hanno fatto emergere come la società fallita, fosse di fatto gestita dal figlio dell’amministratore formale.

Al momento dell’avvio della procedura fallimentare, tra le poste dell’attivo, sono stati rinvenuti solo pochi beni di scarso valore economico a fronte di un passivo di oltre un milione di euro, perlopiù nei confronti dell’Erario.

È stato quindi necessario esaminare meticolosamente la documentazione della società per ricostruire tutte le poste contabili e di bilancio e scoprire che questa si era spogliata della proprietà del teatro stesso e di tutte le attrezzature funzionali e necessarie all’allestimento degli spettacoli.

In particolare il “Gran Teatro Tenda  e le attrezzature erano state cedute all’amministratore formale a compensazione di un credito in realtà inesistente, in quanto scaturito da un finanziamento soci trascritto soltanto contabilmente.

Gli accertamenti delegati dalla procura della Repubblica di Palermo hanno consentito ai militari della Guardia di finanza di riscontrare come le attrezzature e lo stesso teatro fossero poi stati affittati a ulteriori due società costituite ad hoc e utilizzate per continuare l’attività teatrale sfruttando il patrimonio della fallita.

Agli indagati viene contestato il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione, per aver distratto dall’attivo della procedura fallimentare il compendio aziendale della società fallita, mentre la struttura teatrale sottoposta a sequestro verrà gestita da un amministratore giudiziario appositamente nominato dall’autorità giudiziaria.