Belpasso: torna a casa dopo il restauro il dipinto di Lorenzo Bufali

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A Palazzo Bufali, a Belpasso, fervono i preparativi per l’ultimo evento programmato dalla Fondazione quale contributo alle manifestazioni per ricordare il 350° anno della disastrosa eruzione dell’Etna del 1669: la presentazione alla Città del dipinto restaurato di Lorenzo Bufali, primo Barone di Santa Lucia (dipinto su tela, dimensioni 80×105,  “straordinario esempio della ritrattistica del 700”).

L’evento, previsto per sabato 3 agosto 2019 alle 19, sarà aperto dal prof. Vito Sapienza, presidente della Fondazione, e da Daniele Motta, sindaco di Belpasso. Seguiranno gli interventi di Roberta Carchiolo, che ha seguito per conto della Soprintendenza Beni culturali di Catania le fasi del restauro, e Alfio Di Mauro che illustrerà la figura di Lorenzo Bufali  evidenziando il suo grande impegno  nella costruzione  di Belpasso.

Lorenzo Bufali, primo barone di Santa Lucia, nato a Malpasso nel 1652 e morto a Belpasso nel 1713, dopo avere vissuto le vicende tragiche della “grande ruina” del 1669 e del terribile terremoto del 1693 che distrusse il Val di Noto e buona parte del Val di Demone compreso il nuovo centro di Fenicia Moncada , fu nominato da don Ferdinando Aragona, duca di Mont’Alto e principe di Paternò, tre volte grande di Spagna, “segreto” per le terre di Fenicia Moncada, Stella Aragona e  Nicolosi. Avendo esercitato la carica  con grande saggezza (cosa che gli valse la stima del popolo, della Deputazione Generale dello stesso Principe), quando, dopo il terremoto, a sud ovest di Stella Aragona venne individuato il sito su cui edificare il nuovo centro abitato , fu incaricato da don Francesco Notarbartolo, Governatore Generale, e dalla Deputazione degli Stati di Mont’Alto, di dirigere e coordinare la macchina organizzativa, ricevendo ampia facoltà di aiutare economicamente i cittadini nelle spese per la costruzione delle case con un mutuo di  quattro o di due onze a famiglia e l’assegnazione del terreno  su indicazione del capomastro Michele Cazzetta, oltre a due tumoli di terra da coltivare nelle contrade delle Stagliate, Iannuzzo, Conca soprana, Conca sottana e Fondaco. Morì il 16 febbraio 1713, e fu seppellito, come aveva disposto, vestito con una tonaca di frate Riformato … nella chiesa Matrice … in piè dell’altare della Beata Vergine Maria del Rosario.

I lavori di restauro della tela, resi possibili grazie al bel gesto di mecenatismo di un artigiano belpassese, sono stati eseguiti dal maestro Davide Rigaglia nel proprio laboratorio di restauro di Roma, sotto la direzione dei lavori dell’arch. Bruno Condorelli ed autorizzati dalla Soprintendenza Beni culturali di Catania, con nota 13107 del 27.06.2019, Fasc.21/20-2019. Questi sono consistiti prima in  una  eliminazione del materiale incoerente e di strati coerenti e protettivi alterati; quindi in iniezioni di adesivo sintetico tra le scaglie di pellicola pittorica e il supporto tessile, risarcimento delle lacune presenti nel supporto, pulitura degli strati superficiali, rimontaggio su un nuovo telaio, verniciatura, stuccatura, reintegrazione pittorica ad acquerello, ulteriore verniciatura a base di resina chetonica, integrazione cromatica riconoscibile a tratteggio ed infine, applicazione per nebulizzazione, di vernice a base di resina chetonica.