Beppe Grillo prima a Trapani e poi allo Zen di Palermo per tirare la volata ai candidati sindaco

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Beppe Grillo è salito sul palco dello Zen a Palermo, verso le dieci di sera, per sostenere il candidato sindaco Ugo Forello. Centinaia di persone arrivate alle spalle del Velodromo per ascoltare il leader del M5S. Sul palco anche Giancarlo Cancelleri, candidato in pectore alla Presidenza della Regione siciliana, ma anche il deputato regionale Gianpiero Trizzino.

Il leader del Movimento cinque stelle ha concluso la sua missione in Sicilia nel quartiere Zen. Dopo la folla di Trapani, l’abbraccio degli attivisti e dei simpatizzanti palermitani; al suo fianco il candidato sindaco Ugo Forello. Prima della tappa trapanese, aveva incontrato Ugo Forello, aspirante primo cittadino: un pranzo a base di pesce e poi un gelato davanti al mare del quartiere di Vergine Maria, a sancire il pieno appoggio assicurato all’avvocato, tra i fondatori di Addiopizzo, avversato e disconosciuto dai nutiani.

“Siamo qui perché siamo vicini alle periferie – ha detto Trizzino – è una sfida essere qui”. Presenti anche il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque, l’eurodeputato Ignazio Corrao, il deputato regionale Salvatore Siragusa. Assenti invece i deputati nazionali palermitani Riccardo Nuti, Claudia Mannino e Giulia Di Vita, sospesi dal M5S dopo l’inchiesta sulle firme false di Palermo”. Sul palco anche una ragazza dello Zen, Francesca: “Quando pensiamo allo Zen pensiamo a delinquenti, non è così. Qua ci sono persone per bene. Noi chiediamo riscatto e chance di vita”. Ignazio Corrao dal palco ha lanciato, invece, l’appello ai rappresentanti di lista in vista di domenica, giorno del voto. “Abbiamo bisogno di voi”, ha detto. Patrizio Cinque ha aggiunto: “Ci avevano detto che non ce l’avremmo fatta, invece il prossimo anno usciamo dai debiti. Ci avevano detto che non si poteva risolvere il problema della spazzatura, invece abbiamo ridotto il costo dei rifiuti e stiamo andando verso strategia rifiuti zero”. E su Palermo: “Vi dicono che il problema è Riina, per non parlare del quaranta per cento di disoccupati e di 5.000 giovani che ogni anno lasciano la città”.

“E’ una prova di forza essere qui allo Zen”, ha detto Forello, “una periferia, prova del fallimento delle scelte urbanistiche e politiche. Scelte che vogliamo cambiare facendo in modo che la rinascita della città nasca dalle periferie. Io ho un sogno, noi abbiamo un sogno: Che tra cinque anni le periferie non vengano più chiamate periferie ma nuovi centri. Perché il rilancio della città parte dalle periferie”, ha detto Ugo Forello sul palco con Beppe Grillo. “Da oggi chiameremo Beppe “arma di disinfestazione e pulizia si massa” perché nelle ultime 48 ore abbiamo visto una pulizia straordinaria allo Zen che non abbiamo mai visto, hanno bonificato lo Zen come non mai, sapendo che sarebbe venuto Beppe Grillo e che il quartiere sarebbe stato sotto i riflettori. Ebbene, noi ridaremo normalità a questa città, rimetteremo al centro le periferie e restituiremo dignità a tutti e ovunque””, ha affermato Forello. “Stiamo dettando l’agenda – ha aggiunto – stiamo imponendo il cambiamento insieme a tutti i cittadini che vogliono voltare pagina. Riprendiamoci Palermo”.

Poi è toccato a Beppe Grillo: “In Sicilia avete il germe dentro del tutto e del contrario di tutto. Come a Trapani dove ci sono due indagati che sono candidati a sindaco, e allora dico ritiriamo la nostra lista, che cosa ci entriamo noi con questa gente”, ha detto Grillo. “Vedo che questa Sicilia, ricca, muta, poi è povera, parla, è autonoma, non autonoma, tutto il contrario di tutto, voi avete il genio dell’incredibilità. Cosa significa essere buoni, incensurati? Bisogna dirlo di nascosto. Hai rubato? No, non dirlo a nessuno”, ha aggiunto. Grillo aveva fatto riferimento ai guai giudiziari dei due candidati del centrodestra di Trapani, Tonino D’Ali’ e Girolamo Fazio.. “I giornalisti evocano parole che per me non hanno più significato, come legge elettorale e consenso – ha aggiunto Grillo -. Io sono avanti. Devo sempre combattere con un sacco di gente, col pregiudizio creato per esempio dai mezzi di informazione.  Dovremmo avere più paura di suicidarci leggendo le statistiche che di un atto criminale terroristico. I servizi dell’informazione sono tutti fasulli, con immagini di repertorio. Siamo oltre la fake”, così Beppe Grillo parlando a Palermo.”Ci dicono voi siete dilettanti, non sapete governare. La solita storia, a Roma a Torino – ha detto Beppe Grillo -. Lasciateglielo dire. Per me governare ha un significato completamente diverso. Le grandi riforme in questo Paese sono state fatte in 12 anni, dal ’68 all’80 quando non c’era un governo stabile. Io non voglio governare, ma amministrare in modo semplice”.  “Ci sono due strade, il reddito di cittadinanza e la scuola. Il reddito di cittadinanza non sono i soldi perché non risolvono la vita delle persone. Gli risolvi la vita psicologica però, gli fai capire che c’è un piccolo pezzo di Stato che li considera e la gente diventa meravigliosa”, ha proseguito Beppe Grillo.

E non è mancata nemmeno la battuta su Totò Cuffaro. “Cuffaro è tornato a baciare, è tornato in strada. E’ di nuovo grasso, è tenero, è stato l’unico ad andare in carcere, poverino. Voglio baciarlo anch’io, in bocca, con una lingua lunga cinque metri per soffocarlo dall’interno. Dai, sto scherzando…”, ha detto il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo a Palermo durante il comizio allo Zen di Palermo, sull’ex governatore della Sicilia che ha scontato quasi 5 anni per favoreggiamento alla mafia e che oggi sostiene Fabrizio Ferrandelli.

Prima di Palermo la tappa di Trapani. “Sono arrivato con l’aereo. Col cavolo che vengo qui a nuoto… Non ve lo meritate. Fate come credete, ma sarebbe una grande opportunità mettere alla prova dei dilettanti”. Lo ha detto Beppe Grillo rivolgendosi ai cittadini di Trapani, riferendosi alla sua traversata dello stretto.”Noi non elemosiniamo. Sarebbe una meravigliosa cosa mettere alla prova dei dilettanti, siamo dei dilettanti. Siamo quello che vorrebbero essere loro”.

“Anche il M5S fa qualche cagata ogni tanto, ma si rimedia: o esce da solo dal Movimento o gli do un calcio in culo io”. Così Beppe Grillo sul palco a Trapani per sostenere il candidato sindaco M5S Marcello Maltese.  “E’ evidente che non c’è lo stesso entusiasmo dei primi meetup e dei primi VDay. Anche noi sbagliamo, – ha detto Grillo – sono entrati anche dei coglioni, quando ce ne accorgiamo o se ne vanno via da soli o li mandiamo via, li sostituiamo. Mi chiamano capo politico. Ma c’è la rete, voi dovete andare su Rousseau lì potete proporre leggi da casa.. Anche i 5 Stelle fanno ogni tanto qualche cagata, ma o se ne vanno da soli o li caccio io”

A Trapani Beppe Grillo ha alzato l’asticella dicendo: “Dicono che non possiamo vincere col 40%, lo so. Noi dobbiamo vincere col 50%, altrimenti è una sconfitta. Metà degli italiani devono votarci o vi vengo a cercare uno per uno…”. Dialogando e scherzando con la platea di Trapani, è la sfida di Grillo al popolo pentastellato. “Siamo più forti. Basta sperare, è tempo di agire. E’ questo il momento. Ci siamo, ora ci siamo. Quando un sogno è condiviso da 10 milioni di persone non è più un sogno è il futuro”, ha detto Beppe Grillo, concludendo il suo intervento a Trapani. E ancora: “Siamo nati nel 2009 e di tempo ne è passato. Ma non c’è più niente dietro di noi. La politica di questo Paese l’abbiamo già cambiata”, si è detto certo Grillo, che ha proseguito: “Ci dicono populisti intendendo fascisti. Ebbene, siamo populisti e ne siamo orgogliosi: popolo e’ una parola bella e l’hanno fatta diventare una schifezza… Non ci fermeranno”. (ph. apertura di igor petyx – ph. all’interno di silvia scardino)