Bonafede a Palermo: “Nel decreto Genova risposte e risorse anche al tribunale”

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“Oggi è un passo importante, certamente non il primo, perché il governo ha già dato altre risposte sull’emergenza di Genova. Per quanto mi riguarda come ministro, nel decreto è previsto che vengano date più risorse a quel tribunale e a quella procura perché chiaramente le indagini che stanno portando avanti rischiano di indebolire tutta la macchina giudiziaria di Genova”. Lo ha detto ai cronisti il ministero per la Giustizia Alfonso Bonafede, commentando a Palermo l’approvazione al Senato del decreto Genova.

“Si tratta di una risposta importante che fa parte di un percorso in cui il governo ha deciso di stare vicino ai cittadini di Genova per poter intervenire nel più breve tempo possibile”, ha aggiunto Bonafede. Poi a proposito dell’assenza del senatore Gregorio De Falco, Bonafede ha detto: “Sinceramente quando si parla del decreto Genova e di una risposta così importante, di fronte a una tragedia, commentare il comportamento di un singolo parlamentare e’ proprio l’ultimo dei miei pensieri”.

Bonafede su condono Ischia

“Sulla vicenda Ischia, abbiamo già detto quello che dovevamo dire, abbiamo già spiegato che si tratta semplicemente della possibilità di poter definire pratiche pendenti da 15 anni, per permettere allo Stato di poter finanziare la ricostruzione di case che gravemente danneggiate dal terremoto. Quindi, quello che viene fatto passare per il condono di Ischia, lo ribadisco, è una norma necessaria per poter dare ai cittadini con la casa danneggiata da un terremoto la possibilità di definire la loro pratica”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, rispondendo ai cronisti, a Palermo all’interno del carcere dell’Ucciardone ‘Calogero Di Bona, sulla norma che riguarda Ischia inserita nel decreto Genova. “La pratica può essere definita non necessariamente a favore dei cittadini – ha sottolineato il ministro Bonafede – anche in maniera negativa se non ci sono i presupposti. Ma il punto importante è che quel provvedimento è legato a una risposta rispetto a chi ha subito i danni di un terremoto”.

Bonafede su hackeraggio sistema giustizia

 “Non è stato un intervento di attacco di hackeraggio fatto sul sistema della Giustizia, ma da quello che mi risulta, dalle informazioni che sto apprendendo, indirettamente questo attacco riguarda il sistema giustizia”. Lo ha detto il ministro Alfonso Bonafede, ai cronisti, a Palermo, a proposito dell’attacco di hacker che hanno preso di mira il centro dati Telecom di Pomezia, dove in tre edifici l’azienda gestisce 4.200 server. Allarme lanciato ieri dal Consiglio superiore della magistratura. “Stiamo provvedendo – ha spiegato Bonafede – perché c’è stato un malfunzionamento del sistema che ha praticamente bloccato l’attività telematica dei tribunali. Il ministero sta prontamente prendendo tutti i provvedimenti necessari”. Sul tavolo tecnico chiesto dal Csm Bonafede ha detto: “Con il Csm ci sono diversi tavoli su questioni importanti e sicuramente ci sarà anche su questo”.
“Il futuro del funzionamento dei tribunali – ha aggiunto il ministro – passa attraverso la digitalizzazione. Oggi rispetto a 5 o a 10 anni fa i tribunali sono già realtà completamente differenti grazie alla digitalizzazione e al processo telematico, noi stiamo investendo nuove risorse, e ricordo che nel sistema giustizia questo governo prevede di investire 500 milioni di euro, facendo anche un ampliamento di pianta organica del personale amministrativo e dei magistrati, praticamente mai visto in questo Paese. La digitalizzazione – ha spiegato Bonafede – è uno dei punti su cui investire in termini  di sviluppo nell’immediato futuro, sul processo civile telematico il percorso si va consolidando sempre più ma è già realizzato, adesso dobbiamo fare i primi passi del processo penale telematico. Il futuro è quello e chiaramente dobbiamo anche agire sulla sicurezza dei sistemi giudiziari”, ha concluso Bonafede.
Bonafede su eventuale procedura di infrazione al governo italiano
“Se ci sarà una procedura di infrazione per l’Italia questo lo dovete chiedere all’Unione europea. Ma sono certo che il Governo andrà avanti con determinazione, perché questa è una manovra che serve ai cittadini italiani. Ed è sotto gli occhi di tutti”, ha detto ai giornalisti il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, presente a Palermo nel carcere ‘Ucciardone-Calogero Di Bona’.
“Non possiamo fare a meno di una manovra che sia espansiva in termini di investimenti – ha osservato Bonafede – che torni a puntare sul futuro di questo Paese, ridando ai cittadini i diritti che gli sono stati progressivamente tolti nel corso degli anni. Parlo, ad esempio, del sistema giustizia: sanno tutti che in Italia non si può fare a meno di investire nella giustizia, non è più pensabile che un cittadino stia in un tribunale anni per affrontare il percorso di un processo. Non è immaginabile un sistema di questo tipo – ha sottolineato il ministro -. Il modo più concreto per intervenire è investire e quando parlo di 500 milioni di euro sulla giustizia penso che da cittadini si possa pensare che è una cosa giusta. Tutti gli investimenti nei vari settori previsti nella manovra sono tutti di questo tipo, cioè intervenire perché non si può fare a meno di tutelare i cittadini con investimenti importanti che portano al rilancio dell’economia. Gli investitori e gli imprenditori italiani che hanno bisogno di una giustizia e di processi con tempi certi”, ha concluso Bonafede.