Brasile: crisi politica con il presidente Temer accusato di corruzione e le proteste del popolo

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São Paulo 15/05/2016 Ato contra Michel Temer na Rua da Cosnolação . Foto Paulo Pinto/Agencia PT

Brasile: crisi politica con il presidente Michel Temer accusato di corruzione. Lo scorso 19 maggio l’Alta Corte ha aperto un’inchiesta contro di lui, la Borsa ha avuto un crollo di 10 punti e centinaia di cittadini sono scesi in piazza urlando “Fora Temer”. Temer è stato inchiodato da una registrazione in cui dà il consenso al pagamento di tangenti e con il suo principale alleato politico, Aecio Neves coinvolto nella vicenda. E ora Temer potrebbe presentare le dimissioni.

Giovedì nero, ieri, con una giornata di rivolte e manifestazioni a Brasilia, nel mirino il governo. La manifestazione, iniziata in modo pacifico, ha visto la partecipazione di circa 200 mila persone. Poi, si è sviluppata in maniera violenta con arresti e feriti tra forze di polizia e manifestanti. Nella sede dei principali ministeri, dell’Agricoltura, della Pianificazione e della Cultura sono divampati incendi tanto imponenti da evacuare l’intera area.

Il presidente Temer, in un primo momento, ha ordinato l’intervento dell’esercito con il coinvolgimento, addirittura, del 1^ Battaglione delle Forze speciali, ma poi viste le forti critiche sia dell’opposizione che dalla sua stessa maggioranza, l’ordine è stato ritirato.

In un video divulgato tramite social network, il presidente del Brasile ha ringraziato tutti i suoi collaboratori per il lavoro svolto assicurando che non lascerà mai il Paese in una situazione di stallo come questa. Il video continua senza menzionare le polemiche sull’ordine di convocazione delle forze armate per reprimere i manifestanti, ma ha dichiarato che anche con la violenza, il Congresso sta continuando a lavorare.

“Il Brasile – ha aggiunto Temer – non si è fermato e non si fermerà. Noi continuiamo a portare avanti e approvare al Congresso questioni molto importanti per il Paese. Le manifestazioni che si sono verificate sono campagna pubblicitaria per l’opposizione, ma i deputati e senatori continuano a lavorare per il Brasile”. E’ stato approvato un numero significativo di misure provvisorie, sette in una settimana e una riforma del lavoro è stata avanzata in Senato”. E poi ha aggiunto: “Tutto questo è espressione dell’impegno per superare la crisi. L’emergenza ci ha condotto ad approvare questioni di vitale importanza per il paese, come per esempio, la regolarizzazione della questione fondiaria. Ci sono milioni di brasiliani che vivono senza la proprietà delle loro case e del loro piccolo appezzamento di terreno. Ora tutto questo cambierà. Il governo consegnerà l’atto di proprietà alle famiglie bisognose in tutto il Paese”.

Il Presidente del Brasile ha detto anche che il suo governo continuerà “a combattere lo spreco di denaro pubblico” tanto da aver recuperato circa 1 miliardo di real a cui ne aggiungerà altri 8 da investire nel Paese per le classi disagiate. Queste misure rispondono al provvedimento provvisorio relativo a FGTS Fondo Temporale Servizio Garanzia che contribuiranno a interrompere la recessione che sta investendo il Paese.

Agli occhi degli osservatori internazionali, questo nuovo discorso pubblico sembra essere il canto del cigno di un governo che rischia di cadere da un momento all’altro. In un clima tesissimo, passano solo le riforme del lavoro e delle pensioni, ma sostenute semplicemente da una maggioranza risicata e sempre più incontrollabile, in un Brasile travolto dalla corruzione e da una popolazione sempre più stanca.

(davide bruno)