Bridge: scommessa vincente della Cina sul duo palermitano Manno-Di Franco

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Il made in Italy funziona sempre. Se la Cina del calcio ha arruolato un ct campione del mondo come Marcello Lippi per rilanciare il movimento, quella del bridge ha scommesso su un duo palermitano. E la scommessa si è rivelata vincente. Andrea Manno e Massimiliano Di Franco erano stati ingaggiati da una squadra cinese per disputare il massimo campionato nazionale a Ningbo, metropoli da sette milioni e mezzo di abitanti a tre ore di macchina da Shanghai.

E i due azzurri non hanno deluso, aiutando la squadra ad aggiudicarsi il titolo. Era la prima volta che una coppia italiana prendeva parte alla Premier League cinese e Manno e Di Franco – che hanno rappresentato i colori azzurri prima agli Europei del 2016 e poi alla Bermuda Bowl, il Mondiale del bridge, nel 2017 – non hanno lasciato scampo alla concorrenza.

Un risultato storico se si considera il ruolo della Cina sullo scenario internazionale. Se è vero che a Pechino e dintorni il bridge è sbarcato solo negli anni Sessanta, la crescita del movimento è stata repentina. Dopo le due finali mondiali perse nel ’69 e nel ’70 come Taiwan (la prima contro l’Italia), la Cina ha avuto una crescita costante e da più di un decennio raggiunge regolarmente i quarti di finale delle rassegne iridate anche se manca ancora l’ultimo step.

Traguardo che magari potrebbe arrivare presto visto che sono più di 200 mila i ragazzi cinesi che giocano a bridge nelle scuole, ma in attesa di raccogliere i frutti di una base così ampia non si snobba la possibilità di importare campioni stranieri.

Come Manno e Di Franco: ciascuna delle 16 squadre che prendeva parte al campionato poteva schierare solamente una coppia straniera e solo in nove si sono avvalse di questa possibilità, puntando quasi tutte su giocatori europei. A spuntarla, al termine di girone all’italiana con incontri sulla distanza di 16 smazzate, la squadra cinese che aveva ingaggiato i due palermitani, che ha condotto larga parte del campionato in testa chiudendo i conti con un turno di anticipo con la media del 62%. Una vittoria a forti tinte azzurre. (ITALPRESS).