Caccia in Sicilia, è l’ora delle “doppiette”: il Wwf “è dichiarazione di guerra”

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Domani, da un’ora prima dell’alba, per decisione della Regione, si aprirà la caccia in Sicilia: oltre 30 mila doppiette in campo contro 26 specie (anche rare o in declino) per cinque giorni a settimana fino al 10 febbraio 2019, autorizzati ad abbattere fino a 15 animali ed entrare anche nei terreni privati.

“La Regione ha emanato un calendario venatorio vergognoso, il peggiore dei governi Cuffaro e Crocetta”, dice Ennio Bonfanti, referente fauna Wwf Sicilia, “perché abolisce limitazioni e concede ai cacciatori di sparare con meno vincoli e per una stagione più lunga. E’ una dichiarazione di guerra alla fauna. Non e’ stato rispettato nemmeno l’autorevole parere scientifico dell’Istituto superiore protezione e ricerca ambientale, che aveva fortemente criticato la Regione sull’eccessiva estensione di specie e periodi di caccia, chiedendo di adottare norme più rigorose per limitare l’attività venatoria e per ridurre i periodi di caccia”. L’apertura della caccia, dunque, viene anticipata, disponendo al contempo ed il prolungamento.

Con il provvedimento della Regione sono state abolite le giornate fisse di caccia; è cancellato il limite di ‘carniere annuale’ per molte specie migratorie (in pratica ogni cacciatore potrà abbattere 15 uccelli al giorno per l’intera stagione venatoria); colpo di penna pure sul divieto di caccia nelle aree Iba (Important Bird and Biodiversity Areas); autorizzata la caccia al coniglio selvatico (le cui popolazioni in questi anni sono in drastico declino) e aumento dei capi abbattibili; prolungamento della caccia della beccaccia; la caccia anche di tortora, quaglia ed altre specie che rientrano nelle categorie Spec (Species of European Conservation Concern), ossia specie le cui popolazioni in Europa presenta uno stato di conservazione sfavorevole ed in preoccupante declino, Secondo i dati del Wwf, i cacciatori siciliani sono continuamente in calo ma sempre “politicamente influenti”.

“Come nel resto del Paese, anche in Sicilia il numero dei cacciatori attivi è in picchiata – conclude Bonfanti -: confrontando i dati Istat del 2007 con i dati regionali del 2015, si evince un calo di circa il 30,5% delle doppiette isolane. Se nel 2006 erano 49.588 (ossia 34 ogni mille ettari di territorio cacciabile), oggi (dati 2017) nell’Isola sono 30.255. Ma, pur rappresentando lo 0,6% della popolazione siciliana, continuano – inspiegabilmente – ad esercitare una certa influenza sull’apparato politico-amministrativo della Regione Siciliana, come dimostra il Calendario Venatorio sempre sbilanciato a favore delle doppiette e contro la fauna”.