Canottaggio, Vitale pronto a ricandidarsi in federazione ma anche al Lauria

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“Io ho una particolare visione dello sport e quindi anche del canottaggio. Questo dipende sicuramente dal fatto che non ho mai svolto attività sportiva agonistica di alcun tipo.
Sin da giovane il mio ruolo nello sport è stato di dirigente. Per me fare sport, e questo non mi stanco mai di dirlo ai giovani, significa cercare di raggiungere una condizione fisica eccellente, poter provare un certo benessere, in poche parole, stare bene con il proprio corpo e quindi con la propria mente”. Lo dice Andrea Vitale, consigliere federale e vice presidente della Federazione italiana canottaggio, con un passato da dirigente nella Bacigalupo calcio, dopo nel Comitato regionale della Federcalcio ed ancora come delegato provinciale della Federazione canottaggio, tesoriere del Club Roggero di Lauria, e dopo presidente regionale della Federazione canottaggio.

Vitale oggi cerca la conferma come vice presidente Federazione Italiana Canottaggio con Giuseppe Abbagnale e si candida alla presidenza del Circolo Canottieri Roggero di Lauria. “Non ritengo che una società sportiva debba sempre cercare di formare campioni – aggiunge – ma bisognerebbe lavorare alla formazione di una squadra, di un’attività motoria rivolta alla propria salute, a tutte le età, ad una maniera di confrontarsi dove prioritario dovrebbe essere il FairPlay ed il rispetto dell’avversario”.

“Sia come dirigente federale che come presidente del Panathlon Club di Palermo – prosegue Andrea Vitale – mi sono sempre impegnato per favorire l’inclusione nelle attività sportive. Lo sport deve essere per tutti. Senza barriere di genere o disabilità. Anzi, la formazione degli istruttori dovrebbe tenere conto di una particolare preparazione per l’avviamento dei giovani, secondo capacità e tendenze, alle varie discipline e prioritario dovrebbe essere favorire l’inserimento di “più abili” negli sport dove trovano benessere e sollievo fisico e mentale. Per chiarire, coloro che da sempre chiamo “più abili” sono gli atleti che, anche in presenza di gravi disabilità, riescono a svolgere attività sportiva anche ottenendo risultati ammirevoli”, conclude Vitale.