Capitale della Cultura 2020 sarà Parma, grande delusione per Agrigento

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imprese nell'agrigentino

È Parma la Capitale Italiana della Cultura per il 2020. Ad annunciarlo è stato il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, oggi al Mibact. Parma è stata scelta su una rosa di candidate che comprendeva Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso.

“Dispiaciuto forse non è il termine corretto, però noi speravamo di vincere, voglio essere onesto. Agrigento pensava di potercela fare per tante cose però mi piace che nelle motivazioni ci siano tante di quelle cose che nel nostro dossier avevamo messo in luce. Questo manifesta l’apprezzamento verso un percorso che è in grande avvio e che sta dando buoni frutti anche in termini di coesione sociale”.

Così Lillo Firetto, sindaco di Agrigento, commenta la mancata designazione della città dei templi a Capitale Italiana della Cultura 2020, andata invece a Parma.

“Agrigento che è il primo lembo sud-est dell’Italia e vorrei dire dell’Europa – aggiunge -, è impegnata in questo cammino di accoglienza nel segno di una grande vocazione che le è propria. Inoltre festeggia nel 2020, 2600 anni dalla sua fondazione, quindi è un caso unico più che raro. Lo festeggia in un momento in cui non solo è impegnata in questa grande missione di accoglienza, con dei costi finanziari importanti e significativi – sottolinea -, ma sta sviluppando un ruolo importante dal punto di vista della crescita culturale e anche dei flussi turistici. Siamo cresciuti l’anno scorso del 24% e il dato consolidato a gennaio di quest’anno e’ del 29%, quindi penso sia un bel caso e una bella esperienza da poter raccontare al paese e avrebbe potuto, così come Parma ed altre realtà, rappresentare davvero un racconto di ciò che accade in termini di crescita culturale e di attrattività”.

“E’ una decisione che rispettiamo, ma non condividiamo, perché Agrigento rimane, per la Sicilia, fra i poli di attrazione turistica più importanti”. Lo dice in una nota il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, commentando la scelta di Parma, quale Capitale italiana della cultura per il 2020. “Candidare Agrigento – continua – è stata, comunque, un’ottima intuizione ed essere arrivati nella top ten è già un grande risultato. I presupposti per ereditare il testimone da Palermo c’erano tutti. Bene aveva fatto l’amministrazione comunale a coinvolgere nella stesura del progetto diverse istituzioni locali, enti e associazioni culturali. Sono convinto che non bisogna disperdere ciò che di buono è stato fatto, continuando quel percorso di valorizzazione avviato, anche in vista dei duemilaseicento anni dalla sua fondazione che Agrigento celebrerà proprio nel 2020”.

“Confermo al sindaco Firetto, ma anche a tutti gli altri primi cittadini siciliani – continua Musumeci – la vicinanza e il sostegno della Regione per incoraggiare tutti i Comuni dell’Isola a diventare eccellenti. Da quest’anno, infatti, abbiamo previsto, in aggiunta al Fondo per le autonomie, un milione di euro per gli enti locali che conquisteranno “un primato” in un contesto nazionale o internazionale. Uno stimolo in più per migliorarsi sempre di più, convinti che questo sia solo un punto di partenza, perché c’è ancora tanto da fare nei settori della cultura e del turismo. E i recenti e positivi riscontri avuti alla Bit di Milano ci confortano sulle grandissime potenzialità dell’Isola”.