Caso Contrada, i legali chiedono a Inps e Viminale il reintegro immediato

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Caso Contrada, i legali diffidano Inps e Viminale. “Il ministero dell’interno e l’INPS, per quanto di loro competenza, devono reintegrare immediatamente Bruno Contrada nei ranghi dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza e riconoscere al super poliziotto di Palermo le cifre non corrisposte durante i 25 anni di interdizione dai pubblici uffici”. E’ questa la richiesta specifica contenuta nel documento di diffida presentato dagli avvocati Stefano Giordano, Irene Carta Cerrella, Francesco Leone e Simona Fell, legali di Contrada, e destinato al ministero degli Interni e all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

La cifra da corrispondere all’ex numero 3 del Sisde “è di diversi milioni di euro – spiega l’avvocato Giordano -. Questo al netto di quella che sarà poi la richiesta di risarcimento per l’ingiusta detenzione”. Nei giorni scorsi la Corte di Cassazione ha revocato la condanna a 10 anni inflitta all’ex numero 3 del Sisde accusato di concorso in associazione mafiosa, scrivendo di fatto la parola “fine” per un iter giudiziario iniziato 25 anni fa. I giudici supremi, in particolare, hanno accolto il ricorso dei legali di Contrada che avevano impugnato il provvedimento con cui la Corte d’Appello di Palermo aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di incidente di esecuzione. La Cassazione ha così dichiarato “ineseguibile e improduttiva di effetti penali la sentenza di condanna”.

“La sentenza della Cassazione elimina completamente gli effetti penali della condanna – ha detto l’avvocato Stefano Giordano ad Askanews -. Tra questi vi era la sanzione dell’interdizione dai pubblici uffici per il dottor Contrada che comportava automaticamente la sua destituzione dalla polizia. Venendo meno la pena accessoria, deve essere immediatamente e senza indugio revocato il decreto di destituzione da parte del ministero dell’Interno e della polizia di Stato, e Contrada avrà diritto a quel trattamento pensionistico e retributivo che non gli è stato riconosciuto per 25 anni”.