Caso don Minutella, il parroco “ribelle”: “Sono stato trattato come un boss mafioso”

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“Sono addolorato, lo ammetto. Il fatto che questa sera si faccia un vero e proprio raduno contro di me, mi fa pensare a quei comizi antimafia contro i boss di Cosa nostra. E non c’è stata neppure una smentita da parte della Curia in difesa del ‘mostro’ sacerdotale che ‘attenta’ alla Comunità ecclesiastica”.

Don Alessandro Minutella è molto dispiaciuto, e non lo nasconde, per il raduno organizzato per questa sera da clero, religiosi e laici nella Cattedrale a Palermo per dare sostegno all’arcivescovo, monsignor Corrado Lorefice dopo lo ‘scontro’ con il giovane sacerdote. Un’adorazione eucaristica a cui parteciperà anche il vescovo. Il parroco quarantenne della Chiesa San Giovanni Bosco di Romagnolo a Palermo è da giorni al centro di una ‘querelle’ con l’arcivescovo, monsignor Corrado Lorefice. Il braccio di ferro tra il sacerdote e il vescovo, che serpeggia da mesi, è stato ‘ufficializzato’ con la lettera inviata nei giorni scorsi dal vescovo Lorefice a padre Minutella per chiedergli di lasciare la parrocchia.

All’origine del contrasto tra i due ci sono le critiche, anche molto dure, mosse dal sacerdote alla Chiesa di Papa Francesco. Il vescovo ha, quindi, preso carta e penna e invitato don Alessandro al ”silenzio e all’obbedienza”, in altre parole lo invita a seguire un periodo di riposo. Ma inaspettatamente è arrivata la reazione del parroco che, invece di ubbidire, ha celebrato una messa trasmessa persino attraverso la diretta Facebook. “Io continuerò a predicare anche negli scantinati”; continua a ripetere don Alessandro ai fedeli che lo seguono. Anche se verrà ridotto “allo stato laicale”. “Per fortuna – dice don Minutella all’Adnkronos – non sono tutti contro di me. C’è una sorta di omologazione dei mass media. Ho letto di tutto, dichiarazioni menzognere che non ho mai pronunciato.

Oggi, addirittura, c’è chi mi paragona al fratello maggiore del figliol prodigo”. Minutella nega di essere contro i gay e contro i divorziati, come gli viene contestato. “Niente di più falso – dice – I giornalisti si documentino. C’è un ampio repertorio delle mie omelie. Io ho sempre ribadito la posizione ufficiale della chiesa. Per esempio, riguardo ai gay, ho sempre detto che la Chiesa è accoglienza piena. Io seguo diversi fedeli gay, sono persone sensibili dal cuore nobile.

Altra cosa è fare il gay pride, che molti omosessuali non condividono, perché è una parodia del mondo gay. Una convinta sostenitrice del mondo gay ha detto che se si continuano a fare queste parate, non darà più il sostegno al mondo gay. E’ costruzione ideologica, la chiesa ha a cuore le anime”.