Caso Open Arms: la procura di Palermo chiede rinvio a giudizio per Salvini

0
18

La Procura di Palermo ha chiesto oggi, nell’aula bunker del carcere Ucciardone, il rinvio a giudizio del capo della Lega Matteo Salvini per i reati di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio al termine dell’udienza preliminare che vede imputato, a Palermo, l’ex ministro dell’Interno. Secondo l’accusa, il leader del Carroccio, ad agosto del 2019, avrebbe illegittimamente negato lo sbarco a 147 migranti soccorsi a largo di Lampedusa dalla nave della ong Open Arms.

Era cominciata con l’intervento del procuratore aggiunto Marzia Sabella la discussione della Procura di Palermo nell’udienza preliminare a carico del senatore Matteo Salvini. Poi l’intervenro del pm Gery Ferrara.

“Il Ministro dell’Interno (Matteo Salvini ndr) declinò la responsabilità per i minori, alla fine, “suo malgrado” diede il consenso allo sbarco dei minori”, detto Marzia Sabella, procuratore aggiunta di Palermo. “Il contratto di governo di cui parla Salvini non prevedeva il blocco indiscriminato degli sbarchi”, ha detto il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi proseguendo la discussione nell’udienza preliminare.

L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel corso deposizione resa a Catania nell’udienza preliminare del caso Gregoretti, “si è espresso in maniera chiarissima sul fatto che la responsabilità dell’atto amministrativo di concessione del pos risalisse alla competenza esclusiva del ministro dell’Interno, così come ha fatto il ministro dell’Interno Lamorgese e gli altri testimoni e il ministro Di Maio, aggiungendo che l’azione amministrativa era in capo al ministro dell’Interno”. Lo ha detto il procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi che ha ribadito che la concessione del “place of safety” (Pos) “compete esclusivamente al ministro dell’Interno. La mancata concessione del Pos veniva appresa, così dicono i ministri, come Luigi Di Maio solo successivamente all’adozione della decisione stessa”.

“Il Pos (place of safety) è di per se un atto di urgenza che viene rilasciato in un media in due giorni e viene rilasciato senza bisogno di particolari atti formali. La redistribuzione faceva parte delle competenze del Presidente del consiglio, ma in ogni caso l’urgenza del Pos riguardava il Ministero dell’interno”, ha detto Sabella nella discussione. “Non abbiamo alcun difetto di informazione, non abbiamo problemi di varia natura che ritardavano il rilascio del Pos. Emerge invece dagli atti la volontà contraria del Ministero dell’Interno al rilascio del Pos – ha affermato Sabella – intanto si ha dopo la sospensione del primo decreto il tentativo di emettere un nuovo decreto interdittivo”.

“Non si tratta affatto di un atto politico, ma è stato esclusivamente un atto amministrativo”, ha spiegato Lo Voi nel corso della discussione al termine della quale ha chiesto il rinvio a giudizio di Matteo Salvini. “Non solo continua a trattarsi di un atto amministrativo, ma aggiunge l’ex premier Conte che non si è mai discusso in Consiglio dei ministri dei singoli casi tanto meno dei dettagli del singoli casi. Sulla concessione dei pos il Cdm non si è mai occupato”, ha detto. “Il problema della redistribuzione era un problema generale – ha detto – non era legato ai singoli casi”.

Il comune di Palermo, il comune di Barcellona e l’associazione Emergency si sono costituiti parte civile all’udienza preminare che vede imputato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio il leader della Lega Matteo Salvini. L’udienza e’ in corso a PALERMO nell’aula bunker del carcere Ucciardone. Salvini e’ accusato di aver negato illegittimamente lo sbarco a 147 migranti soccorsi, ad agosto del 2019 a largo di Lampedusa, dalla nave della ong catalana Open Arms, da qui l’istanza di costituzione del Comune di Barcellona. In tutto le parti civili sono 21: oltre a 7 migranti di cui uno minorenne, Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione), Arci, Ciss, Legambiente, Giuristi Democratici, Cittadinanza Attiva, Open Arms, Mediterranea, AccoglieRete, Oscar Camps, comandante della nave e Ana Isabel Montes Mier, capo missione Open Arms.