Caso Saguto: la sentenza del Csm potrebbe arrivare il prossimo 22 febbraio

Intanto, il Tribunale di Caltanissetta, nell'ambito del processo che si celebra nei confronti dell'ex presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo Silvana Saguto e di altri 14 imputati, ha respinto la richiesta avanzata dalle parti civili di citare in giudizio, quale responsabile civile, la Presidenza del Consiglio dei ministri perché la richiesta risulta essere stata presentata in maniera tardiva

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Saguto fa i nomi

Potrebbe arrivare il 22 febbraio prossimo la sentenza della Sezione disciplinare del Csm sul procedimento a carico dell’ex presidente della Sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Silvana Saguto, lo stesso giorno in cui il magistrato è stata convocata per rendere dichiarazioni spontanee.

Sempre il 22 dovrebbero arrivare le decisioni che riguardano gli altri magistrati coinvolti nella vicenda: Fabio Licata, Lorenzo Chiaramonte, Tommaso Virga e Guglielmo Muntoni.

Intanto, il Tribunale di Caltanissetta, nell’ambito del processo che si celebra nei confronti dell’ex presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo Silvana Saguto e di altri 14 imputati, ha respinto la richiesta avanzata dalle parti civili di citare in giudizio, quale responsabile civile, la Presidenza del Consiglio dei ministri perché la richiesta risulta essere stata presentata in maniera tardiva.

Al centro il sistema di gestione distorta dei beni sequestrati alla mafia. Dietrofront del collegio, presieduto dal giudice Andrea Catalano, anche per quanto riguarda la citazione in giudizio quale responsabile civile del ministero della Giustizia, richiesta che invece era stata accolta nella scorsa udienza. Nella scorsa udienza era stato deciso di unificare questo procedimento con quello nei confronti dell’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, l’ex re degli amministratori giudiziari.

Il processo riprenderà il 14 febbraio, alle 9.30 nell’aula bunker del carcere di Caltanissetta. Un’ottantina i capi di imputazione contestati ai 15 imputati, dall’associazione a delinquere alla corruzione, dalla concussione alla truffa aggravata, dall’abuso d’ufficio al riciclaggio. (ANSA/AGI)