Caso sorelle Napoli, il sindaco di Mezzojuso Giardina: “Comune sarà parte civile”

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“Ho saputo solo dopo un articolo del quotidiano La Repubblica del 22 settembre 2017 delle minacce alle sorelle Napoli e da subito il Comune ha mostrato solidarietà. Da allora sono andato più di 50 volte a casa delle sorelle Napoli. Noi siamo e saremo accanto a loro perché siamo e saremo per la legalità e contro la mafia. Ci costituiremo parte civile nell’eventuale processo ai responsabili degli atti contro le Napoli”.

Lo ha detto in conferenza stampa al Noviziato dei Crociferi di Palermo, il sindaco di Mezzojuso Salvatore Giardina, parlando delle attività del Comune per dare solidarietà a Irene, Anna e Gioacchina Napoli, le sorelle di Mezzojuso che da oltre dieci anni denunciano minacce e intimidazioni per costringerle, sostengono, a cedere l’attività imprenditoriale che svolgono in una porzione di un terreno di 74 ettari tra Corleone e Godrano.

Il sindaco ha elencato una serie di passaggi amministrativi: dalla solidarietà decisa dal consiglio comunale all’istituzione di un fondo a favore delle vittime di estorsione e usura, dall’organizzazione di un’assemblea cittadina su ”Mezzojuso democratica e solidale a favore di tutte le vittime di mafia ed estorsioni” in cui è stato ribadito l’appoggio alle sorelle al rifacimento della strada di accesso al loro podere in occasione delle alluvioni nel novembre scorso nonostante il territorio ricada nel comune di Corleone.

Durante la conferenza stampa, è intervenuto anche il generale dei carabinieri in pensione, Nicolò Gebbia, assessore alla cultura e alla pubblica istruzione a Mezzojuso. “Le sorelle Napoli – ha detto Gebbia – sono figlie di un uomo indicato come capomafia e sono indicate come vittime della mafia. I figli del boss Provenzano, intercettati mentre erano nella loro cabina in una nave, si lamentavano della situazione in cui erano stati lasciati dal padre. Loro sono incensurati quindi anche a loro bisogna dare i fondi della Regione per i parenti di vittime della mafia”. L’assessore Gebbia ha ribadito che in numerosi fascicoli investigativi Salvatore Napoli, padre delle tre sorelle, è indicato come capomafia di Mezzojuso raccontando anche alcuni aneddoti che riguardano l’uomo che è morto nel 2006. “Voglio incontrare i figli di Provenzano – ha aggiunto Gebbia – per dire loro che devono partecipare al lauto banchetto della Regione”. (ANSA)