Catania, apre una casa per 25 uomini senza tetto

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Un nuovo punto di riferimento per 25 uomini che non hanno un tetto dove dormire. Si tratta del nuovo dormitorio maschile di via Sant’Agostino, nel centro storico di Catania, gestito dalla comunità dei padri vincenziani. Padre Mario Sirica, già responsabile della Locanda del Samaritano, curerà la nuova struttura in collaborazione con i missionari vincenziani e i diversi volontari della famiglia vincenziana. La struttura, che è stata data in comodato d’uso alla comunita’ vincenziana, in passato era sede di una delle unità operative del servizio per le tossicodipendenze dell’Asp. La nuova casa di accoglienza si avvale di tre operatori ed è aperta dalle ore 20 alle 7 del mattino.

All’interno del centro vengono offerte la cena e la prima colazione. All’inaugurazione della centro, avvenuta nei giorni scorsi, hanno partecipato padre Mario Sirica, il padre generale delle comunità di San Vincenzo de Paoli, l’argentino padre Tomaz e il padre provinciale d’Italia Nicola Albanesi. “Grazie alla generosità dei catanesi rispondiamo alle diverse povertà. La nuova casa di prima accoglienza di San Vincenzo de Paoli sarà un punto di riferimento per chi ha perso un’abitazione a causa di vari motivi: separazioni familiari, situazioni economiche drammatiche, disoccupazione – spiega padre Mario Sirica -. Questa struttura è il risultato dell’immensa generosità dei catanesi ed è un vero e proprio segno d’amore della citta’ nei confronti di coloro che, purtroppo, si trovano in situazioni di forte bisogno”.

“Nel lontano 2013 avevamo avuto il comodato d’uso gratuito l’immobile dall’Asp ma non era stato subito possibile attivarlo per tanti motivi. Il primo di questi problemi è stata l’occupazione dell’immobile da parte di alcuni esponenti di un centro sociale che dopo pochi mesi lo hanno liberato pacificamente. Subito dopo, prevalentemente con le donazioni di privati e con la manodopera gratuita di tanti volontari – continua con soddisfazione p. Mario Sirica -, abbiamo dato corso alla lunga fase di ristrutturazione del centro. Grazie a parecchie donazioni – l’ultima è stata quella di una coppia di sposi – abbiamo potuto affidare i lavori per il rifacimento del tetto ad una ditta che oggi è sotto scorta perche’ ha avuto il coraggio di denunciare il pizzo”.

“Quella nostra è un’ospitalità di primo livello – continua p. Mario Sirica – a favore di persone a cui non vogliamo offrire soltanto un letto e un pasto caldo ma anche, grazie alla collaborazione di operatori esterni, altre forme di accompagnamento all’autonomia che possono farli uscire gradualmente dal loro disagio. Il nostro intento è proprio quello di andare oltre la logica assistenziale vera e propria. Oggi riusciamo con tutte le realtà che abbiamo a dare conforto a tante persone, italiane e straniere che hanno uno stato di forte fragilità sociale. Ogni giorno raccogliamo tante storie di sofferenza che ci fanno capire quanto è estesa la povertà nella nostra città. Da noi la permanenza degli ospiti è variabile perchè dipende dalle situazione che vivono le persone accolte che non sono sempre facili da risolvere”.

La comunità dei padri vincenziani dedicata alle persone più povere attualmente ha quattro strutture per un numero complessivo di 80 posti: il nuovo dormitorio maschile di 25 posti, il dormitorio femminile nel piano inferiore alla Locanda del Samaritano con 18 posti. Nella Locanda del Samaritano ci sono, inoltre, 19 posti, come accoglienza di secondo livello h24 con stanze di quattro letti per uomini e donne in difficolta’ e infine un gruppo appartamento di 9 posti come ultimo step per chi e’ in fase di reintegrazione sociale. Dentro la Locanda del Samaritano c’è l”autogestione degli stessi ospiti che a turno collaborano nei servizi di cucina, di manutenzione e di pulizia del luogo.

La comunità dei padri vincenziani per portare avanti le realtà di accoglienza, eccetto un piccolo contributo della Caritas per il 40% dei suoi servizi, per scelta non ha fatto alcuna convenzione con le istituzioni pubbliche ma vive auto-finanziandosi anche con donazioni e le iniziative di beneficenza. Chi volesse dare un contributo potrà farlo intestando la sua donazione all’associazione famiglie il Sentiero IBAN: IT 39R0335901600100000070722 oppure recandosi nella sua sede di via Montevergine n.3 portando beni di prima necessità. (www.redattoresociale.it)