Catania: donna interdetta avrebbe votato alle regionali, Minniti: “In corso indagine della Digos”

0
58
marco minniti

Sul caso di Sant’Agata Li Battiati (Catania) dove il figlio di una donna interdetta ha denunciato che qualcuno ha fatto votare la donna alle recenti elezioni regionali all’interno della casa di cura in cui è ricoverata, “sono in corso indagini della digos su delega del procuratore di Catania”, e la legge regionale richiamandosi espressamente a quella nazionale, prevede che “talune categorie in passato escluse, come interdetti o inabilitati per infermità di menti, godono in pieno del diritto di voto in tutte le consultazioni elettorali e referendarie”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti al question time rispondendo a un’interrogazione del M5S sul caso denunciato dal figlio di una donna interdetta che qualcuno ha fatto votare alle recenti elezioni regionali all’interno della casa di cura dove è ricoverata a Sant’Agata Li Battiati e sulla nomina dei presidenti degli uffici elettorali e sui dati e i requisiti relativi all’emissione di certificati medici di accompagnamento al voto in occasione delle regionali siciliane.

“Sulla base delle informazioni acquisite – ha detto Minniti – risulta che le sostituzioni dei presidenti degli uffici elettorali sezionali nominati 30 giorni prima del voto dai presidenti delle corti di appello si sono registrate in misura fisiologica nei distretti di corte d’appello di Catania, Palermo e Caltanissetta. Relativamente alle sostituzioni previste nel giorno dell’insediamento dei seggi, ne risultano comunicate 30 su un totale di 3.153 sezioni nel territorio di Palermo. Nella provincia di Catania le rinunce sono state 61 nel capoluogo e 45 in provincia. Per quanto concerne il voto assistito, la legge siciliana prevede che possono esercitare il voto con aiuto di altro elettore determinate categorie affette da specifici impedimenti e che l’impossibilità fisica si possa comprovare anche con un certificato dell’azienda sanitaria. Risulta che dall’azienda sanitaria provinciale di Palermo siano stati emessi in totale 63 certificati, di cui 45 domiciliari e 18 ambulatoriali. Non sono emerse anomalie nella provincia da parte di soggetti che necessitavano si accompagnamento”.

Esponendo i contenuti dell’interrogazione, il deputato grillino Gianluca Rizzo aveva parlato di “pratiche indecenti per estorcere voti” sostenendo che fossero destinati al candidato del Pd Luca Sammartino (eletto). Dopo la risposta del ministro, il deputato Francesco D’Uva, ha affermato: “Non siamo soddisfatti, al ballottaggio di Ostia ha inviato agenti in borghese ai seggi mentre in Sicilia malgrado i nostri appelli ci ha mentito sull’impossibilità di avere il monitoraggio dell’Osce e non ha fatto nulla sugli impresentabili. E’ chiaro a tutti che voi la Sicilia è solo un serbatoio di voti”. (ANSA).