Catania: sequestrati beni per sette milioni, nove indagati e c’è anche un ex dipendente comunale

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guardia di finanza

Beni per sette milioni di euro, tra conti correnti e beni immobili, sono stati sequestrati dai finanzieri del Comando provinciale di Catania a nove persone indagate per utilizzo ed emissione di fatture “false” che hanno consentito, agli stessi, secondo l’accusa, di realizzare un’evasione fiscale milionaria.

Tra i destinatari della misura cautelare figurano Barbara Prezzavento, 53 anni, e Consolato Pellegrino, 63 anni, nella loro qualità di amministratori di imprese che gestivano un supermercato a marchio Eurospin, destinatari di un provvedimento di sequestro di oltre due milioni di euro pari alle imposte evase. Stefano Compagnini, 65 anni, ex dipendente del Comune di Catania, era il reale amministratore di una serie di imprese intestate a prestanome quali Carmelo Scariolo, 67 anni, e Maria Grazia Giuseppina Barbagallo, 63 anni, Concetto Tasco, 28 anni, i quali sono accusati di aver emesso fatture per operazioni inesistenti per servizi di pulizia e disinfestazione.

Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle etnee hanno, dunque, fatto emergere la figura centrale dell’allora dipendente pubblico Compagnini, destinatario di un decreto di sequestro di oltre due milioni e mezzo di euro. Altre imprese avevano beneficiato delle fatture emesse dal reticolo di società a lui riconducibili, tra le quali la Sicula Trasporti, un’azienda di stoccaggio di rifiuti che utilizzava fatture false per oltre un milione e duecentomila euro, evadendo imposte per oltre 730.000 euro.

Il legale rappresentante Giuseppe Leonardi è destinatario di un sequestro di importo pari a quello delle imposte evase. Risultano aver utilizzato le false fatture e quindi sono anche loro destinatari del provvedimento di sequestro Alessandro Giuseppe Condorelli, titolare di una impresa di vendita all’ingrosso di materiale elettrico e Antonino Spadaro, all’epoca dei fatti, gestore di una tabaccheria. Il sequestro operato dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria trae origine da una verifica fiscale avviata nei confronti di una delle due imprese che gestivano un supermercato a marchio Eurospin. L’ispezione amministrativa è stata condotta attraverso accertamenti bancari e riscontrata mediante sopralluoghi nonché acquisizioni testimoniali.

Le indagini hanno permesso di portare alla luce un sofisticato sistema di evasione basato sulla produzione di documentazione giustificativa di oneri totalmente falsa. Per esempio, veniva registrato come alcune imprese avevano stipulato falsi contratti di locazione per un capannone di loro proprietà mai utilizzato. l sequestro operato dai militari del nucleo di polizia tributaria trae origine da una verifica fiscale avviata nei confronti di una delle due imprese che gestivano un supermercato (proprio a marchio Eurospin). La catena di supermercati Eurospin e la società che gestisce il marchio, Eurospin Sicilia, sono estranee alla vicenda giudiziaria.