Cateno De Luca: “Vogliono ammazzare il sindaco di Messina, ordinanza valida”

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“Vogliono ammazzare il sindaco di Messina. Ma per uccidermi non basta il parere autorevole del Consiglio di Stato. Questa ordinanza resta valida… è più facile rimuovermi dalla carica di sindaco che annullarla. Volete farmi fuori? Non mi piego a questo delitto di Stato. In via d’urgenza, in 24 ore, in piena emergenza coronavirus, il Consiglio di Stato è stato costretto, su pressione del ministro dell’Interno, che mi ha denunciato per lesa maestà, a emettere un parere. Il ministro degli Interni non pensa, non sta pensando, sta agendo con la supponenza di stato. Anzi ministro, eviti di pensare, perché se il risultato è questo si rischia di uccidere i sindaci e il sottoscritto che siamo stati eletti, a differenza sua, dai cittadini”. Lo ha detto il sindaco di Messina, Cateno De Luca, via Facebook, a proposito della decisione del Consiglio di Stato che martedì sera ha espresso con la massima urgenza, parere favorevole sulla proposta del ministero dell’Interno, per annullamento, in via straordinaria, dell’ordinanza comunale che ha imposto a “chiunque intende fare ingresso in Sicilia attraverso il porto di Messina l’obbligo di registrarsi, almeno 48 ore prima della partenza.

“Il ministro Lamorgese dovrebbe dimettersi”, ha proseguito De Luca, “faremo tutti i percorsi del caso dopo avere analizzato quel parere. L’ordinanza è valida e in vigore: ancora qui a Messina e in Sicilia per entrare devono registrarsi alla banca dati. Il Consiglio dei ministri dovrà riunirsi e scommetto che lo farà presto perché prima mi mettono il bavaglio, meglio è per loro. Vado avanti finché non vedo il decreto del Presidente della Repubblica che avalla la decisione del Consiglio dei ministri. Mi vogliono ammazzare, altro che colpo di Stato. Si vuole prendere di mira chi non è d’accordo con loro. Fate prima a revocarmi. Non mi fermo di fronte a questa pistolettata, pronti a fare le nostre mosse e i nostri ricorsi”. Questa mattina De Luca, nel primo giorno di applicazione dell’ordinanza, si è presentato al porto per i controlli, precisando che si tratta di un avvio transitorio in vista della piena applicazione programmata per sabato prossimo.

“I nostri controlli li continuiamo a fare attraverso la banca dati. L’intenzione del ministro era bloccarci, metterci il bavaglio perché il nostro sistema di controllo preventivo per entrare in Sicilia è un modo scientifico per avere il controllo degli ingressi, cosa che non riuscirà a fare lo Stato né la Regione Siciliana. “Per ‘uccidere’ il sindaco di Messina non serve il parere pur autorevole del Consiglio di Stato, ma è necessario che si riunisca il Consiglio dei ministri per deliberare l’annullamento dell’ordinanza del sindaco De Luca – ha aggiunto -. La delibera del Consiglio dei ministri deve essere a quel punto recepita da un provvedimento dal Presidente della Repubblica e poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Significa che è un’ordinanza oggi in piedi, e che a fronte di questa intimidazione non revoco. Una procedura che credo sarebbe la prima volta che avviene in Italia”.

“Il ministro è lì per esercitare una visione di equilibrio e non il cecchinaggio verso chi non la pensa come lei”, ha proseguito Cateno De Luca, in diretta Facebook, rivolgendosi al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

“C’è un accanimento non terapeutico, peggio, democratico. C’è un attentato alla democrazia da parte di un pezzo dello Stato che non accetta il fatto che un sindaco di provincia come De Luca abbia dimostrato che quel sistema messo in piedi è un sistema farlocco”, ha detto il sindaco di Messina Cateno De Luca, in diretta Facebook rivolgendosi al ministro degli Interni Luciana Lamorgese. “Tutti possiamo fare i contestatori di professione – ha aggiunto -, ma la cosa più complicata è quella di dimostrare che se una certa legge non funziona, si ha anche la capacità propositiva. E qui il sindaco De Luca ha interloquito con organi, autorità, ha fatto riunioni quando ha registrato le omissioni da parte dello Stato, e abbiamo avuto la capacità di proporre una soluzione”.