Centosessant’anni di carcere ai boss del mandamento di Santa Maria di Gesù

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scomparsi a caccamo

Centosessant’anni  complessivi per boss, gregari ed estortori del mandamento di Santa Maria di Gesù. Il gup di Palermo Maria Cristina Sala ha condannato in modo esemplare gli imputati, tutti esponenti di cosa nostra a Palermo. Il processo, celebrato in abbreviato, nasce da un’indagine della Dda che nel 2016 portò a decine di arresti in un’enclave storica della mafia.

Dall’inchiesta, denominata “Brasca”, emerse come la cosca continuasse ad applicare le “regole” storiche della mafia: dal rito della presentazione dei nuovi affiliati, al divieto di rapporti con le forze dell’ordine, alla consegna del silenzio sugli affari del clan. La cosca, inoltre, secondo “tradizione” si occupava del sostentamento delle famiglie dei detenuti e alimentava le casse con estorsioni a tappeto a commercianti e imprenditori.

Queste le pene: Antonio Adelfio 12 anni, Vincenzo Adelfio 14, Antonino Capizzi 11 e 4mesi, Salvatore Maria Capizzi 10 e 8 mesi, Salvatore Di Blasi 11 e 2 mesi, Stefano Di Blasi 4, Francesco Di Marco 11 anni e due mesi, Gaetano Di Marco 11 anni e due mesi, Andrea Di Matteo 6 anni, Fabrizio Gambino 10 e otto mesi, Alfredo Giordano 6 e 8 mesi, Giovanni Battista Inchiappa 6 anni, Giovanni Messina 11 anni e 6 mesi, Antonino Pipitone 17 e 6 mesi, Santi Pullara’ 10 anni e 8 mesi, Gregorio Ribaldo 10 e 8 mesi, Mario Taormina 11 anni e 2 mesi, Giovanni Tusa 10 anni e 8 mesi, Gaspare La Mantia 2 anni, Giovanni Piacente 1 anno e sei mesi, Antonino Carletto 4 anni.