Cina firma con 14 Paesi grande patto commerciale, Geraci: “Italia può aumentare export”

0
14

“Paesi diversi, ed anche rivali politicamente e commercialmente tra loro, trovano il coraggio di capire che il benessere comune supera le divergenze passate. La presenza di Cina, Giappone e Corea (rivali storici), ma anche di Australia con cui la Cina ha avuto turbolenze in un unico accordo, è sensazionale e cambierà gli equilibri mondiali del commercio. Per l’Italia è una buona notizia, certamente non dobbiamo essere immobili e il nostro governo deve stimolare e favorire i rapporti commerciali”. Lo dice l’economista palermitano Michele Geraci, professore di ‘Practices in economic Policies’ alla Nottingham University, a Ningbo, e adjunct professor alla New York University di Shanghai, in Cina, testimone diretto dell’osservatorio privilegiato Asia e Atlantico, che commenta la firma, da parte di 15 paesi, oggi, di un vasto accordo commerciale Asia-Pacifico.

Secondo gli analisti, il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP) – che comprende 10 economie del sud-est asiatico insieme a Cina, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda e Australia – è il più grande patto commerciale del mondo in termini di PIL. Proposto per la prima volta nel 2012, l’accordo è stato finalmente siglato alla fine di un vertice del sud-est asiatico, momento decisivo visto che tutti i leader spingono per lanciare le loro economie nel post pandemia.

“Il nostro export totale – sottolinea Geraci – è di 43 miliardi di dollari in questi 15 Paesi. Abbiamo una forte crescita in Giappone (13%) con cui abbiamo firmato accordi di libero scambio già in vigore dallo scorso anno che sta producendo i suoi primi frutti. Il Vietnam – continua – è ancora problematico nonostante abbiamo altri accordi, il nostro Paese deve essere dinamico e non dormiente, questa nuova alleanza può permetterci di penetrare più facilmente gli altri mercati dell’area asiatica. Geopoliticamente questo sensazionale accordo è una vittoria per la Cina e l’Asia Pacifico. Si nota chiaramente che, l’Occidente è necessario, ma questi territori asiatici possono procedere in autonomia, questo sarà il tema dei prossimi 5 anni ed il significato della ‘Dual Circulation’ di cui parla Xi. L’accordo di oggi è la prima pietra di questo Dual Circulation. A breve si aggregherà anche l’India”, conclude Geraci.