Cinema: terminate le riprese del film di Aurelio Grimaldi su Piersanti Mattarella

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Terminate le riprese del film “Il delitto Mattarella” la pellicola, che racconta la storia umana e politica del presidente della Regione assassinato dalla mafia il 6 gennaio 1980, che voleva “le carte in regola” per la sua Isola, è stata illustrata in conferenza stampa nella sala Michele Perriera dei Cantieri Culturali della Zisa di Palermo alla presenza del regista Aurelio Grimaldi.

Piersanti Mattarella venne ucciso nel giorno dell’Epifania, sotto la sua abitazione in via Libertà mentre tornava dalla messa. Grimaldi lo definisce un “film militante” e ammette di avere avuto un “crollo emotivo nella ripresa della scena dell’omicidio” di Mattarella.

“Vi ringrazio da presidente della Regione, ma anche da siciliano, perché Piersanti Mattarella è un personaggio che va riproposto – ha detto il presidente della Regione Nello Musumeci -. Io sono un uomo orgogliosamente di destra, ma credo che bisogna inchinarsi al coraggio, alla lealtà, all’impegno politico di un uomo come lui, che chiedeva una regione con le carte in regola. Perché sapeva che la regione le carte in regola non le aveva. Nel ’78, ’79 non le aveva. Un uomo molto contestato, odiato da parte di alcuni. Come era odiato Giovanni Falcone, come era odiato Paolo Borsellino. Poi, quando si muore ammazzati, diventato tutti eroi. Anche da parte di chi li aveva inesorabilmente condannati”.

Le riprese del film hanno coinvolto un nutrito cast siciliano, in cui spiccano i nomi di Leo Gullotta, Tuccio Musumeci, Lollo Franco, Sergio Friscia e Toni Sperandeo. La pellicola è coprodotta da Cine 1, dalla società Edilizia Acrobatica Spa e da Arancia Cinema.

All’incontro con la stampa, oltre al regista Aurelio Grimaldi e ai presidenti di Regione e Ars, Nello Musumeci e Gianfranco Miccichè, erano presenti il sindaco di Tusa Luigi Miceli, il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi, il sindaco di Castellammare del Golfo Nicola Rizzo, Pete Maggi, produttore Cine1, e Alessandro Rais, della Sicilia Film Commission.

“Spero che la famiglia Mattarella possa riconoscersi ed emozionarsi in questo film, mi chiedo come mai dopo 39 anni nessuna fiction sia stata dedicata all’omicidio di Piersanti Mattarella – ha spiegato Grimaldi – Questo per me è un mistero, ma mi ha dato l’onore di raccontare questa storia”.

Le riprese sono cominciate ai primi di marzo e per il cast Aurelio Grimaldi ha voluto solo attori siciliani: Claudio Castrogiovanni, Domenico Ciaramitaro, David Coco, Fabio Costanzo Vincenzo Crivello, Francesco Di Leva, Donatella Finocchiaro, Lollo Franco, Sergio Friscia, Ivan Giambortone, Leo Gullotta, Guia Jelo, Francesco La Mantia, Vittorio Magazzù, Tuccio Musumeci, Toni Sperandeo, Andrea Tidona.

E Grimaldi si dice “dispiaciuto che non lo abbia fatto anche la produzione del Commissario Montalbano” che ha scelto “i primi tre protagonisti fuori dalla Sicilia”. Nel corso della presentazione Grimaldi ha parole di elogio sia per il Presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, che ha fatto un cameo durante le ultime scene del film interpretando l’ex Presidente dell’Ars Michelangelo Russo, ma anche per Musumeci. A Miccichè ha detto: “Ma chi lo avrebbe mai detto che un giorno mi sarei dato del tu e mi sarei seduto accanto a un esponente di Forza Italia?”, ma “sui migranti la pensiamo allo stesso modo”. E sul governatore Musumeci: “Un presidente come Musumeci che sceglie come segretario generale la signora Maria Mattarella manda un preciso segnale politico”. E alla fine Musumeci ci tiene a precisare che “Maria Mattarella è stata scelta per la sua competenza, poi l’essere stata figlia di una grande persona non ha condizionato la mia scelta”.

“Credo che tutti abbiamo un conto in sospeso da saldare con la famiglia Mattarella in Sicilia e tra le vicende travagliate c’è anche quella del politico Rosario Nicoletti, nel mio film personaggio complesso e importante, un ruolo che ho affidato a Leo Gullotta. Credo sia doveroso ricordare questi anni neri della politica siciliana dove la vittima non è stata soltanto Piersanti Mattarella, ma anche Nicoletti”. Così il regista Aurelio Grimaldi ha ricostruito a Palermo, in occasione della fine delle riprese del suo ultimo film “Il delitto Mattarella”, il clima di isolamento e tensione di quegli anni.

“Spero – ha aggiunto – di essere stato intellettualmente onesto. Non credo agli eroi buoni o cattivi della fiaba, non ho voluto santificare Piersanti Mattarella, credo che tutti abbiamo un conto in sospeso da saldare per quegli anni, ma la vicenda di Nicoletti umanamente ed empaticamente mi ha sconvolto, ne ho parlato anche con la figlia”.

“Ricordo la frase pronunciata da Calogero Mannino in quegli anni: “Qui o ci ammazzano o ci arrestano tutti”, ha detto Nicolò Nicolosi, sindaco di Corleone, tra i comuni che hanno fatto da set al film sul delitto Mattarella -. Come istituzione abbiamo detto di sì per ricordare un uomo nobile della Sicilia e consentire a Corleone di stare finalmente dalla parte di Piersanti Mattarella”.