“Compagni di Scena”, un concorso del “Convento” per le compagnie teatrali

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Compagni di scena” è il primo concorso bandito dal Convento Cabaret e rivolto alle compagnie teatrali siciliane.

Le dieci compagnie selezionate si sfideranno, mettendo in scena una pièce, edita o inedita, che verrà valutata da una giuria tecnica formata da cinque professionisti del mondo dello spettacolo e del giornalismo, dal pubblico presente in teatro (tramite scheda voto) e da una giuria speciale, formata da nove giurati, ovvero i responsabili delle altre compagnie in gara. Al termine delle esibizioni verrà decretato il vincitore, ovvero chi ha ottenuto un punteggio medio più alto.

La prima classificata si aggiudicherà un premio di 2.500 euro, come produzione artistica, per mettere in scena ben due repliche dello spettacolo proposto. Ingresso singolo spettacolo: 10 euro. 

Giuria tecnica: Claudio Ambrosetti e un giornalista a rotazione, Roberto Lipari, Marco Manera.

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24 MAGGIO

 “La bottega del Pizzo” di AnnaMauro sarà il primo spettacolo ad essere rappresentato domenica 24 maggio alle 18 al Convento Cabaret di via Castellana Bandiera, 66 a Palermo. Nonna Bettina, circondata da familiari e amici, per contrastare le difficoltà economiche decide di mettere in piedi un’impresa familiare. Nasce così l’idea di aprire una bottega di pizzi e merletti. Ma anche la malavita fa il suo ingresso chiedendo il “pizzo”… sui pizzi. Lo spettacolo si articola con le caratteristiche della farsa; veritiero, comico anche se con qualche amarezza, pieno di gag e di risvolti a sorpresa. In esso si sovrappongono tematiche sociali come la crisi economica e l’estorsione mafiosa, insieme alla valorizzazione delle risorse culturali del nostro territorio.

Con Jenny Liotti, Fabiola Rigano, Francesco Italia, Vittorio Gottuso, Davide Ruggiano, Sandra Zerilli, Silvana Sardina, Matteo Badalamenti, Serio Santino, Marta Alabiso, Enzo Argo, Caterina Giardina, Rebecca Ciani, Rebecca Gebbia, Simonetta Genova, Benedetta Giannì, Paolo Cuccio. Make-up: Federica Cardella. Audio – luci: Giuseppe Vacca.

Regia: Anna Mauro

A seguire, alle 21,30 saliranno sul palco i Liolì con “Mia moglie ha l’avvocato” scritto e diretto da Maurizio Bologni. Una divertente commedia in due atti incentrata sul mondo degli uomini separati.  L’ aggravante è che forse i due protagonisti non sono ancora riusciti a raggiungere e completare la loro maturità personale con quella  anagrafica. Nella loro disavventura si aggrappano forzatamente ad un vecchio compagno di scuola ancora single, ma in procinto di andare a convivere. L’ intreccio di vicende passate si mescola al quotidiano dei tre compagni, esaltando la stagnante personalità mai trovata. Credono di conoscersi fin troppo bene per gestire al meglio una coabitazione momentanea, ma il tutto si tramuterà in una inaspettata sorpresa. In scena lo stesso autore e regista dell’opera Maurizio Bologna, con lui anche Gaspare Sanzo, Salvo Cambria, Domenico Scarano e Fausta Intravaia.   

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31 MAGGIO

Il 31 maggio alle 18 sarà la volta di “Gnuri” di Michele Perricone. La città di Palermo nel ricordo dello “Gnuri” al quale lo assessore preposto, in nome di un falso progresso, ha vietato l’uso della carrozzella. Questo “Gnuri” con la mente a pezzi, ritorna attraverso la carrozzella alla Palermo di un tempo, un altro mondo, dove forse “il pane era più amaro ma l’aria più dolce”. Il ricordo galoppa al ritmo del cavallo; solo attraverso tale mezzo di locomozione si possono assaporare, infatti, gli antichi odori, sapori, i mestieri scomparsi, luci e brezze dimenticate, anche senza andare troppo indietro nel tempo.Il racconto è un pretesto e la chiave registica troverà, nella rievocazione dello “Gnuri”  le indicazioni necessarie, per riportare nell’aria quel profumo smarrito e la semplicità di come si viveva un tempo.

Titolo: “Gnuri”

Autore: Marcello Maniscalco

Genere: prosa

Durata: 1 ora e trenta minuti (atto unico)

Cast: Michele Perricone; Marco Feo; Federica Greco.

Regia:            Michele Perricone

Alle 21,30 sul palco il Gruppo Teatro Totem con “Enza sempre in bianco” di Maria Teresa de Sanctis, la storia di una piccola grande donna come tante perché 

è sempre dai più deboli che la società continua a esigere coraggio e sacrificio.

Enza, una delle tante mogli del Sud (la storia è sempre la stessa per tutti i Sud del mondo) che portavano avanti le famiglie da sole mentre i mariti emigrati lavoravano all’estero tornando a casa una volta all’anno. Il bianco è allora il colore che caratterizza questa figura: lo troviamo sin dal titolo nel gioco di parole che allude a questa esistenza fatta di solitudine, ma è anche bianco quell’abito indossato da Enza nel suo primo incontro coll’amato, ed è anche così, in bianco, che la ricorda il suo Gaspare, l’amato marito lontano. E ancora il bianco indica quell’estrema purezza d’animo del personaggio che, insieme al ritmo leggero e  comico del testo, conferisce al lavoro una certa tensione drammatica. Enza si sta preparando per andare a trovare il marito in Germania e si sente emozionata come fosse il loro primo incontro dei tempi che furono. Un racconto scandito da una colonna sonora irresistibile. Lo spettacolo dura circa 60 minuti.

Testo, regia, scene e interpretazione di Maria Teresa de Sanctis

Luci: Guglielmo Davì

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7 GIUGNO

Alle 18 si esibirà sul palco la compagnia Comicamenteseri con “Semu ricchi”, una serie di brevi ma esilaranti siparietti comici ambientati in luoghi differenti: daldietologo, in una caserma dei Carabinieri, a Mondello… e tanti altri. Ognuno dei validissimi attori, capitanati dalla caratterista Agostina Somma, si cimenterà in più ruoli dando allo spettacolo un ritmo e una allegria che promette di far dimenticare le fatiche della vita quotidiana. Si parlerà anche di un argomento che noi italiani conosciamo molto da vicino, ossia la crisi economica. Insomma uno spettacolo più che attuale.

Alle 21,30 sarà la volta della compagnia Spes in arte con “Don Cicciu u preficu”. Don Cicciu Lo Cascio è un uomo semplice e originale. Si guadagna da vivere svolgendo la professione di “prefico”, il lamentatore nei funerali. Inoltre scrive e declama poesie in occasioni di matrimoni, battesimi, compleanni, ecc. L’indole buona del personaggio e il bisogno di sbarcare il lunario attireranno sul protagonista le molestie di Concetta Barra, una signora napoletana, le aspettative di don Filippo Crescimanno, un ricco commerciante, che è intento a preparare una messinscena per far fidanzare il figlio, ma soprattutto la disperazione di Cruci, la moglie, che fa da contrappunto al suo carattere remissivo. Amici della famiglia Lo Cascio sono: Luigi, il compare e Jachinu, lo scemo del villaggio, che inevitabilmente entreranno nelle vicende di don Cicciu.

Personaggi ed interpreti

Don Cicciu Lo Casio, u preficu                                     Saverio Sgroi

Za Cruci Meli, sua moglie                                              Elisa Bellanca

Concetta Barra, tirabusciò                                            Marialaura Rocco

Ninnì, figlia di Concetta                                                  Maria Giallombardo

Don Flippo Crescimanno                                              Emanuele Pileri

Maria Luisa, moglie di Filippo                                      Patrizia Caracausi

PinùCrescimanno, figlio di Filippo                               Dario D’Amico

Jachinu                                                                             Francesco Facella

Don Masiddu Masi                                                         Franco Gargano

Gina Pirò, moglie di Masiddu                                       Giovanna Schimmenti

Mariannina, figlia di Masiddu                                        Francesca Rocco

Luigi Calaciuri                                                                 Vincenzo Tumbarello

Regia  Francesco Facella

Scenografia: Elisa Bellanca, Giuseppe Cacciatore, Manuela Morana, Giuseppe Polizzi

Tecnici: Isidoro Pantano, Giuseppe Polizzi

Tecnico Regia: Gabriele Cenerario

Direttore di scena: Giovanna Schimmenti

                                                            

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14 GIUGNO

Sul palco alle 18, “Lesfollies de m. Lecoq” de La Cantinella. Lo spettacolo è diviso in cinque interventi di questo enigmatico personaggio, intervallati da scene che raccontano piccole storie. La prima ci mostra la vita di una barbona e l’indifferenza e l’indignazione del borghese medio alla richiesta di aiuto della donna. La seconda scena è una fotografia dei soprusi che subiscono i lavoratori immigrati da parte di una classe ricca ed opulenta. La terza scena ci mostra una seduta tra Freud ed il suo caso più celebre Anna O. Qui è rappresentato il dolore di chi è considerato pazzo, la reclusione del diverso. La conclusione dello spettacolo ci rivela che il diverso è proprio Lecoq: si scopre infatti che i vari personaggi non sono altro che il personale dell’ospedale psichiatrico dove è ricoverato Lecoq.

Compagnia: La Cantinella

Durata 1h

Cast:Alfredo Chianchiano, Luigi Milazzo, Claudia Bua, Simona Mulia, Rosario Fortunato, Fabio Intravaia, Giorgia Inzerillo

Alle 21,30 salirà sul palco Vivi il Territorio con “Non è vero ma ci credo”. Il Commendatore Gervasio Savastano è tormentato dalla superstizione; i suoi affari non vanno bene e lui ritiene che la colpa sia di un suo impiegato, Belisario Malvurio, cui attribuisce un influsso malefico. Anche in famiglia ci sono problemi: sua figlia Rosina si è innamorata di un giovane impiegato che il Commendatore ritiene non all’altezza della ragazza.All’improvviso, però, la fortuna sembra ricordarsi del Commendator Savastano; in azienda, infatti, arriva un giovane gobbo, Alberto Sammaria, e da quel momento gli affari cominciano di colpo ad andar bene. Anche la figlia del Commendatore sembra aver ritrovato la serenità, il giovane di cui era perdutamente innamorata è diventato un lontano ricordo. Ma…come andrà a finire?

Personaggi e interpreti
CommSavastano (Ferdinando Gattuccio)
Teresa (Irene Ponte)
Rosina (Sara Angela Lucido)
Mazzarella ( Rosy Carrozza)
Spirito(Carlo la Monica)
Muscello (Claudio Italiano)
Tina (Angela Greco Polito )
Malvurio Francesco Romano)
Sammaria (Luca Mangano)
Donati (Sergio Sansone o Giuseppe Piampiano)

Regia: Giovanna Carrozza
Costumi: Angela Greco Polito e Claudio Italiano
Scene: Carlo La Monica
Aiuto regia: Ferdinando Gattuccio
Makeup: Silvia Romano

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21 GIUGNO

Alle 18 si parte con “Tetro che passione” di Salvo Caminita. Da Alan Bennett a Gabriella Ferri tra maschere parodie e cabaret! Con Salvo Caminita, Edvige Puleo e Rosa Ippolito.

Alle 21,30 l’ultimo spettacolo in gara: “Pipispezzi” de Il Faro. Due sorelle, una dolce come miele, l’altra acida come succo di limone. Un baillame di personaggi che  attraverso la propria esperienza e un personalissimo pensiero conducono lo spettatore alla scoperta dell’indiscusso protagonista di questa commedia brillante:Amore.Degna dello schema shakespeariano de “La bisbetica domata” Pipispezzi è la storia, sapientemente intrecciata e magistralmente colorata di sicilianità, di Gaetana testarda e lunatica primogenita della benestante famiglia Gianfalla. Con un caratterino “tuttu pipi e spezzi” la giovane tiene in scacco le sorti di tutti, costretti a lasciarla comandare per non scatenarne le funeste ire. Patisce la madre che la vorrebbe doma e delicata come la secondogenito Bianca, patisce la povera ragazza e il di lei innamoratissimo fidanzato, costretti ad attendere il matrimonio della bisbetica primogenita per coronare il loro sogno d’amore, patisce il padre che anela il giorno in cui un povero disgraziato se la porterà via e lo libererà dalla diavola che impera in casa sua. È Amore, come nella migliore tradizione shakespeariano, sotto le grossolane ma genuine spoglie di Pietro che si presenterà per un fortuito incidente a rimettere a posto ciò che i capricci e l’ indulgenza non possono più sanare.Costretta a sposare un umile garzone di macelleria, Pipispezzi affronta la vita matrimoniale con lo stesso piglio arrogante di sempre. Amore però è lezione di pazienza, di costanza e di sacrificio.  E Pietro è maestro sopraffino: le sue prese di posizione demoliranno il muro dell’Io egoista di Gaetana, con la dolcezza e la tenerezza e su quelle macerie costruiranno un odoroso giardino del “Noi” nel quale custodire il più bel fiore appena germogliato: la nuova pipispezzi.  Amore insegna che tutto si aggiusta con la tenerezza, che il sentimento non è per padroni e servi,  vincitori e vinti. Amore è per chi, l’uno per l’altro, ogni giorno dà se stesso senza freni per la sola felicità di dare che riempie il cuore e cementa la serenità.