Un testimone rivela: “Con Matteo Tutino impennata di interventi estetici a carico del Ssn”

0
258
matteo tutino

Con Matteo Tutino a capo del reparto di Chirugia maxillo-facciale dell’ospedale Villa Sofia di Palermo si sarebbe registrata un’impennata del numero di interventi estetici. Non solo, sarebbero cambiati turni di medici e infermieri e priorità nelle operazioni da effettuare.

A raccontare l’era Tutino è Francesco Mazzola, per anni chirurgo nel reparto, oggi testimone al processo che vede il medico imputato di truffa aggravata al Sistema sanitario nazionale.

Secondo gli inquirenti, Tutino, a giudizio con l’ex manager dell’ospedale Giacomo Sampieri, Damiano Mazzarese, dirigente del dipartimento di Anestesia e rianimazione, Giuseppe Scaletta, ispettore della Digos e la moglie genetista, Mirta Baiamonte, accusati a vario titolo di truffa, abuso d’ufficio e tentato abuso d’ufficio, avrebbe eseguito nella struttura pubblica, spacciandoli per “funzionali” e quindi mettendoli a carico del Servizio sanitario nazionale, interventi estetici.

Mazzola che ha raccontato e denunciato di essere stato vittima di mobbing dall’arrivo dell’imputato, ha ripercorso la carriera dell’imputato a Villa Sofia dalla nomina nel 2013. “Per noi – ha detto il teste – quando il nuovo direttore generale Sampieri gli diede l’incarico preferendolo a un altro collega fu un campanello d’allarme. La nomina avvenne per fax in fretta e furia. Da allora tutta l’organizzazione cambiò e nel reparto ci si occupava, come mai prima, di pazienti che non facevano la trafila classica prevista per le operazioni funzionali e di addominoplastiche e rinoplastiche, interventi che prima si eseguivano solo quando il degente aveva avuto traumi e in intramoenia. Prima di allora – ha spiegato – la rinoplastica, ad esempio, veniva dirottata sugli otorini perché sottraeva risorse ai pazienti oncologici o gravemente traumatizzati”.

Mazzola ha anche denunciato di essere stato vittima di una serie di atti persecutori – da trasferimenti improvvisi di infermieri che lavoravano con lui, allo spostamento dell’ambulatorio, alle contestazioni, a suo dire pretestuose, ricevute. Infine il teste ha raccontato di aver trovato in alcune cartelle cliniche di pazienti che formalmente avevano subito interventi funzionali biglietti con indicazioni dei prezzi pagati.