Confartigianato: al Sud la burocrazia opprime cittadini e imprese il doppio del Centro-Nord

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Il peso della burocrazia opprime il Sud con un’intensità doppia, pari al 48,2% in più, rispetto al Centro-Nord. E’ la denuncia arrivata da Confartigianato, nel corso della convention del Mezzogiorno in corso a Palermo. “Cittadini e imprenditori meridionali – ha sottolineato il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti – soffrono condizioni di pesante ritardo e di inefficienza su tanti fronti a dimostrazione che le politiche per il Sud attuate finora hanno fallito. Serve un grande piano per colmare i tanti gap che separano il Mezzogiorno dal resto d’Italia e per valorizzare ciò che funziona, a cominciare dalle piccole imprese”.

Il divario del Mezzogiorno riguarda 10 indicatori: tempi della giustizia civile e tributaria, tempi di pagamento da parte della pubblica amministrazione, code negli uffici pubblici, pratiche on-line gestite dai Comuni, durata delle opere pubbliche, corruzione, qualità di governo, assenteismo per malattia dei dipendenti pubblici e creazione di valore delle società partecipate dagli enti territoriali.

Tanto per fare qualche esempio, nel Mezzogiorno occorrono 1.734 giorni per completare un procedimento di giustizia civile, 452 giorni in più rispetto al Centro-Nord. E bisogna attendere circa 1.822 giorni per concludere un contenzioso tributario, vale a dire 701 giorni in più rispetto al resto d’Italia.

Le attese sono più lunghe anche per gli imprenditori fornitori di beni e servizi alla Pubblica amministrazione: per essere pagati infatti devono aspettare 17 giorni in più rispetto ai loro colleghi del Centro-Nord. Tempi superiori del 9,4% rispetto al resto d’Italia anche per ottenere un servizio agli sportelli degli uffici pubblici. Colpa anche del minor livello di informatizzazione, visto che la quota di pratiche gestite interamente on-line dai Comuni meridionali è del 2% a fronte del 3,6% nei Comuni dell’Italia Centro-settentrionale. E le assenze per malattia dei dipendenti pubblici nel Meridione superano dell’11,9% quelle registrate nel resto del Paese.

Per quanto concerne le opere pubbliche, i tempi di completamento nel Sud si attestano a 5 anni, ossia 7 mesi in più rispetto al Centro-Nord. Sul fronte dei fenomeni di corruzione la quota delle famiglie meridionali che dichiarano di averli vissuti supera di 1,5 punti percentuali quella del resto del Paese.

Durante la convention è anche emerso che le regioni meridionali contano 1.227.312 artigiani e piccole imprese (il 99,7% del totale delle imprese del Mezzogiorno) che danno lavoro a 2.816.754 (l’80,7% degli occupati delle imprese) e che, tra il 2014 e il 2016, hanno fatto registrare un aumento del 4,4% degli addetti a fronte del +1,2% del Centro Nord.

Nel commercio estero però, le piccole imprese del Sud sono in recupero rispetto al resto d’Italia: nel primo semestre 2018 la crescita delle loro esportazioni ha fatto segnare un 4,6%, meglio del +2,7% del Centro Nord. La vitalità imprenditoriale del Sud si è espressa nel 2017 con la nascita di 66 aziende artigiane al giorno.

“Il Sud – ha sostenuto Merletti – deve diventare una risorsa per tutta l’Italia. Per questo bisogna far emergere arte, storia, talento e creatività delle persone, eccellenza e unicità di prodotti e servizi che escono dai laboratori artigiani e dalle piccole aziende”.

“Il nostro obiettivo – ha sottolineato Filippo Ribisi, delegato di Confartigianato per il Mezzogiorno – consiste nel valorizzare il patrimonio di competenze, bellezza, cultura, identità territoriale fatto da piccole imprese che vogliamo siano la locomotiva per far ripartire l’economia e la capacita’ attrattiva del Sud”.

“Il progetto presentato fa il paio con la formula proposta anche da Confartigianato Sicilia per il rilancio dell’economia – ha aggiunto Giuseppe Pezzati, presidente regionale di Confartigianato Sicilia -. Beni culturali e turismo sono per noi la chiave su cui puntare per il futuro, punto di partenza per una ritrovata crescita economica di stabile durata, partiamo da ciò che abbiamo. Non occorre inventarsi nulla”.