Conferenza sulla Libia, la presenza del Qatar esclude quella di Haftar

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La conferenza sulla Libia di Palermo azzoppata dalla rivalità tra Qatar e Arabia Saudita. E’ una guerra fredda tutta araba, quella che sta condizionando il destino della Libia e i nuovi equilibri in Medio Oriente.

La rivalità fra le due monarchie del Golfo notoriamente si dirama seguendo le rispettive alleanze e sintonie di Riad e Doha e, nel caso dello sforzo di mediazione italiano, in queste ore sta vedendo emergere la connessione anti-Qatar esistente fra Arabia Saudita, Egitto e il generale Khalifa Haftar.

Ad esplicitarlo è stata una fonte molto vicina all’uomo forte della Cirenaica sostenendo che Haftar, nonostante passate assicurazioni e speranze dell’ultimo minuto, non parteciperà alla conferenza che inizia nelle prossime ore.

“Una delle molte ragioni” del forfait, ha spiegato, “è che è stato invitato il Qatar e anche il Libyan Fighting Group“, o Lifg, “guidato da al-Qaida”. L’Esercito nazionale libico (di cui Haftar è comandante generale) “non siederà con Al Qaida e sostenitori di Al Qaida”, ha aggiunto la fonte riferendosi esplicitamente al Qatar.

Al netto di un aspetto controverso (il Lifg risulta sciolto da tempo, anche se la fonte vicina al generale lo considera attivo nel controllo di Tripoli), l’indicazione geopolitca saliente e incontestabile è relativa al Qatar. Proprio con l’accusa rivolta a Doha di fomentare il terrorismo e intendersela con l’Iran, nel giugno dell’anno scorso Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Bahrain tagliarono trasporti e commerci con il Qatar.

Il boicottaggio, tutt’ora in corso, è giunto al culmine di un affrancamento del piccolo e ricchissimo emirato dalla sudditanza saudita: un’operazione avviata con l’incruento colpo di stato del 1995 dell’allora principe ereditario Hamad bin Khalifa al-Thani e portata avanti negli ultimi cinque anni dal figlio Tamin.

La “ribellione” si è esplicitata nel coinvolgimento indiretto di Riad e Doha in cosiddette “proxy wars” (“guerre per procura”) e crisi varie, dalla Tunisia alla Siria, dall’Egitto alla Libia. Il sostegno accordato dal Qatar alla Fratellanza musulmana e ad Hamas ha portato all’attrito con l’Egitto che, grande sponsor politico-militare di Haftar, significativamente ancora a meno di 24 ore dall’inizio della conferenza non ha annunciato a che livello vi parteciperà. Il tutto fra voci incontrollabili di pressioni russo-francesi sul Cairo affinché l’adesione sia di basso profilo.