Confimprese Catania: “La malaburocrazia spaventa più della mafia”

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“Condividiamo l’allarme lanciato dal presidente di Invimit, Massimo Ferrarese: la malaburocrazia spaventa gli imprenditori, soprattutto i piccoli, più della mafia”. Lo dichiara il presidente dei ConfimpreseCatania, associazione di medie, piccole e micro imprese, Giovanni Mirulla.

Un esempio: a Misterbianco per riaprire una pasticceria ci sono voluti 10 mesi di pratiche burocratiche, per aprire una nuova attività anche un anno. In generale per il trasferimento di proprietà di un’attività già esistente molti mesi “e così si rischia di perdere tutto il vantaggio dell’avviamento commerciale” spiega Mirulla, che aggiunge: “soprattutto nelle piccole e micro imprese è lo stesso titolare a dedicarsi alle pratiche amministrative, richieste di autorizzazioni ed altro e finisce col togliere tempo prezioso all’attività economica, con un danno notevole”.

Un segnale positivo scaturisce dalla iniziativa del presidente della Regione, Nello Musumeci, che ha deciso di unificare, standardizzare e semplificare gli Sportelli unici per le attività produttive, i Suap. “Fino ad ora i Suap sono stati delle repubbliche autonome, speriamo che diano i risultati sperati, guardiamo con speranza a questa rioganizzazione voluta dal presidente Musumeci e ne verificheremo la funzionalità”, conclude Giovanni Mirulla.