Contraffazione: nel 2016 sottratti all’Erario oltre 5 miliardi di entrate

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Il sistema della contraffazione ha sottratto al sistema economico legale nazionale 5 miliardi e 280 milioni di entrate erariali (circa il 2% del totale delle entrate) e 105 mila unita’ di lavoro nel 2016, un dato che si conferma in crescita anche nel 2017.

E’ il bilancio tracciato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo. In cima alle categorie merceologiche dei prodotti contraffatti sequestrati vi sono moda e abbigliamento, seguono apparecchiature elettriche, calzature, occhiali, orologi e gioielli.

Restano in fondo alla classifica, con cifre comunque ragguardevoli, giocattoli, cd e dvd, profumi e cosmetici, apparecchiature informatiche e altre merci. “Negli ultimi anni la contraffazione si e’ manifestata come un fenomeno pervasivo e ramificato che riguarda tutti i comparti produttivi e ogni prodotto che presenti margini di profitto interessanti, configurandosi come una vera e propria industria, spesso gestita da organizzazioni criminali di ambito sovranazionale”, ha spiegato Mario Catania, presidente della Commissione.

“Il contrasto da parte delle istituzioni competenti – ha osservato – deve perciò tener conto di tale realtà estremamente pericolosa e attrezzarsi per dare risposte adeguate – ha osservato – con la Commissione che ho avuto l’onore di presiedere in questi ultimi tre anni e mezzo, siamo giunti alla conclusione che per combattere un fenomeno cosi’ sfaccettato, vi sia la necessita’ di sviluppare un approccio pluridirezionale, che tenga insieme molte e diversificate modalità di intervento, dall’adeguamento dell’apparato sanzionatorio e penale, a interventi su tracciabilità ed etichettatura, dall’armonizzazione della tutela dei diritti di proprietà intellettuale, agli interventi volti a regolamentare il mondo dell’e-commerce”.

Catania ha infine auspicato che “nella prossima legislatura il Parlamento abbia modo di perseguire e approfondire il lavoro nel solco tracciato fin qui”.