Coronavirus: Argano (concessionari): “Aprire presto mercato ortofrutta Palermo”

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mercato ortofrutticolo

“La nostra priorità oggi quella è di riaprire il mercato al più presto e in sicurezza perché abbiamo 69 concessionari, tutti con dipendenti e famiglie a carico e quindi non possiamo permetterci di non lavorare a oltranza”. Lo dice all’ANSA Alberto Argano, presidente dei concessionari del mercato ortofrutticolo di Palermo, che aderisce a Confcommercio, dopo che ieri il sindaco Leoluca Orlando ha deciso di chiudere la struttura comunale di via Montepellegrino accusando i concessionari di non voler accettare il piano di sicurezza anti contagio messo a punto dal comune di Palermo assieme al Comitato per l’ordine e la sicurezza nei giorni scorsi.

“Siamo stati noi stessi a chiedere l’intervento della Prefettura e del Comune, ma rispetto a quanto stabilito dal Piano a cui anche noi abbiamo lavorato alacremente – spiega Alberto Argano – abbiamo soltanto fatto alcune riflessioni dopo la sua elaborazione, rilevando delle criticità operative e non entrando assolutamente nel merito delle questioni relative al rispetto della sicurezza per l’emergenza sanitaria. Vogliamo lavorare nella più totale certezza che si possano evitare casi di contagi all’interno della struttura”.

Ma rispetto alle decisioni operative Alberto Argano puntualizza: “Abbiamo soltanto chiesto di rivedere il piano di approvvigionamenti per garantire la migliore conservazione dei prodotti e la loro giusta quantità in relazione alle esigenze di una città come Palermo. Riteniamo, per esempio, assurdo scaricare il venerdì per vendere il lunedì successivo, infatti, molti prodotti dell’ortofrutta sono facilmente deperibili e quindi non riuscirebbero a resistere e noi, d’altra parte, non potremmo garantire la loro freschezza”.

E sulla decisione di Orlando, Alberto Argano dice: “Dispiace molto leggere le parole del sindaco, che rispettiamo nella sua qualità di responsabile della salute pubblica in città, ma suonano con un ‘diktat’ e invece in questo momento delicato credo che il dialogo sereno e costruttivo tra tutti, istituzioni e imprese, sia la soluzione migliore nell’interesse comune”.