Coronavirus: aumentano i positivi in Rap, anche un magistrato del tribunale

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Mentre salgono a 13 i dipendenti della Rap, l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti a Palermo, positivi al Coronavirus, arriva il primo caso di covid a Palazzo di giustizia di Palermo.

A dare la notizia dell’aumento dei casi di coronavirus in Rap è stato il presidente Giuseppe Norata, anche lui in isolamento preventivo per essere stato a contatto con alcuni di loro. “Su 80 tamponi eseguiti, dopo i primi 12 casi emersi, un altro è positivo – dice Norata – i 120 test sierologici sono risultati negativi”. In prefettura una riunione per affrontare il tema dell’emergenza rifiuti che da alcuni giorni è scoppiata nel capoluogo dopo la notizia dei primi positivi al Coronavirus, col 40% dei dipendenti in malattia. Mercoledì sono entrate in azione ditte private, ma la situazione al momento resta critica. La scorsa notte i vigili del fuoco sono intervenuti più volte nella zona di Borgo Nuovo per spegnere roghi di rifiuti.

Al tavolo con il prefetto Giuseppe Forlani i vertici dell’amministrazione comunale e delle forze dell’ordine, oltre all’Asp di Palermo. Alla riunione ha partecipato in videoconferenza anche il presidente della Rap Giuseppe Norata. In azienda si sono registrati alti tassi di assenza del personale, giunti in alcuni turni fino al 50% per via delle procedure di isolamento. Sul tavolo anche la richiesta avanzata da Rap di un intervento dell’Esercito per la rimozione dei cumuli di rifiuti.

Un magistrato della corte d’appello di Palermo positivo al Coronavirus. Il giudice è già in autoisolamento nella sua abitazione e le sue condizioni di salute sarebbero buone. Questa mattina è stata disposta la sanificazione degli ambienti della corte d’appello, al palazzo di giustizia del capoluogo siciliano. Come da protocollo, dovrebbero scattare tutte le misure previste in questi casi. Sarà l’Asp a disporre i controlli sul personale e su quanti sono stati a contatto con il magistrato. Le misure anti Covid ordinarie al palazzo di giustizia sono scrupolose: orari contingentati e fissi per le udienze, rilevazione della temperatura agli ingressi, obbligo della mascherina e del distanziamento di sicurezza, distributori di gel disinfettante in ogni aula e corridoio delle strutture giudiziarie.

Test sierologico positivo per una collaboratrice scolastica del liceo delle Scienze umane e linguistico Danilo Dolci di Palermo. La donna, che è asintomatica e si trova in isolamento a casa, era rientrata nell’istituto da pochi giorni dopo essere stata distaccata durante lo scorso anno scolastico in un altro plesso. Adesso si attende la conferma del tampone che dovrebbe arrivare a ore, nel frattempo sono stati sospesi i corsi di recupero in presenza, che riprendono oggi in modalità a distanza. “Abbiamo sanificato tutti i locali – dice all’Adnkronos il dirigente scolastico Matteo Croce -. La situazione è sotto controllo e c’è massima attenzione”. Da marzo nella scuola di Brancaccio si entra solo su appuntamento e dopo la misurazione della temperatura all’ingresso. “Oltre il 70 per cento del personale docente e Ata si è sottoposto ai tamponi, dimostrando grande senso responsabilità – dice il preside -. I ritardi sono legati solo al fatto che a causa della mancata disponibilità di alcuni medici di famiglia molti devono rivolgersi a studi privati”.

Per Croce il caso di positività al test sierologico, l’unico in tutta la scuola, deve essere visto “più che come un campanello di allarme come un segno di grande attenzione, la dimostrazione dell’attività di prevenzione che portiamo avanti da mesi con tamponi a tappeto”. Dopo il caso di sospetto Coronavirus il dirigente scolastico si dice pronto a ripetere i test su tutto il personale. “C’è la massima disponibilità e abbiamo chiesto di effettuare nuovamente i tamponi su tutti”, assicura. Intanto i cancelli della scuola sono pronti a riaprirsi il 14 settembre. Anche senza i banchi. E con ingressi scaglionati. “Abbiamo disposto una riduzione delle ore, perché senza i banchi monoposto i ragazzi dovranno rimanere in classe indossando sempre la mascherina – conclude -. Per le prime due settimane abbiamo previsto solo due ore di lezione, a partire dalla terza due ore in presenza e altrettante a distanza”. Una soluzione di emergenza nell’attesa dell’arrivo dei banchi.

Anche Un paziente di 40 anni inizialmente risultato negativo al test sierologico e a due tamponi e proveniente dal pronto soccorso dell’ospedale Villa Sofia-Cervello è stato ricoverato per meno di 24 ore nella clinica Candela ed è risultato positivo al coronavirus. Lo ha reso noto la stessa struttura sanitaria privata. L’uomo è stato portato all’ospedale Civico dove è stato eseguito un terzo tampone, risultato positivo. Adesso si svolgeranno controlli a pazienti e dipendenti della clinica da parte dell’Asp.