Coronavirus, caos Stretto di Messina e Musumeci: “Non siamo carne da macello”

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“Il governo nazionale intervenga perché noi siciliani non siamo carne da macello”. Lo scrive su Facebook il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, in riferimento agli arrivi continui da altre regioni nonostante il blocco: “Mi segnalano che a Messina stanno sbarcando dalla Calabria molte persone non autorizzate. Non è possibile e non accetto che questo accada. Ho chiesto al prefetto di intervenire immediatamente. C’è un decreto del ministro delle Infrastrutture e del ministro della Salute che lo impedisce. Pretendo che quell’ordine venga rispettato e che vengano effettuati maggiori controlli alla partenza”.

“Ho avuto conferma dalla prefettura di Messina – ha poi aggiunto Musumeci, dopo l’allarme riferito alla grossa fila di auto a Villa San Giovanni per l’ultima corsa per Messina – che saranno ulteriormente intensificati i controlli sullo Stretto. Possono passare, alla luce del provvedimento nazionale, solo i pendolari che svolgono servizio pubblico, come sanitari, forze armate e di polizia. Basta. Stiamo facendo sacrifici enormi e bisogna dare certezze a tutti i cittadini che questa fase è seguita con impegno”.

Dura presa di posizione anche del sindaco di Messina Cateno De Luca: “I ministri che non riescono a far rispettare le proprie ordinanze non dovrebbero dimettersi?”, si chiede prima di arrivare alla conclusione: “Si continua con la logica della Sicilia pattumiera d’Italia. Mi auguro che sia gente autorizzata in base alle nuove disposizioni. Non consento più l’attraversamento indiscriminato dello Stretto. Stasera mi metterò personalmente a bloccare lo sbarco indiscriminato e attendo che qualcuno si faccia avanti per arrestarmi”.

Un piano da oltre 110 posti aggiuntivi di terapia intensiva è stato presentato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e dall’assessore regionale per la Salute Ruggero Razza, nel corso di un vertice svoltosi domenica sera in prefettura a Messina.

Al vertice hanno preso parte anche il prefetto peloritano Maria Carmela Librizzi e il sindaco della città dello Stretto Cateno De Luca. Il governatore ha illustrato tutte le misure già adottate nelle strutture ospedaliere del capoluogo e della provincia messinese per fronteggiare l’emergenza in atto e le iniziative per contrastare un eventuale picco dell’epidemia, e che ricalcano il profilo epidemiologico delle aree del Nord maggiormente esposte al Covid-19.

L’assessore alla Salute Ruggero Razza ha quindi descritto quanto è stato predisposto per i pazienti contagiati dell’Istituto Bonino Pulejo, del personale e degli ospiti e gli operatori della casa di riposo in cui si sono registrati dei casi di Coronavirus. Prima del vertice, il governatore e Razza hanno effettuato un sopralluogo proprio negli ospedali della città dove la riconversione è già stata avviata.

“Ci siamo mossi con largo anticipo proprio per anticipare il virus – ha detto il governatore Musumeci -. Al Policlinico ho trovato un fronte già attrezzato per reggere un urto che nessuno vorrebbe mai attendersi. Anche al Papardo si sta lavorando con grande efficienza e presto, oltre al reparto che ospita già alcuni concittadini contagiati, sarà attrezzato un intero plesso con ulteriori posti letto dedicati alla pandemia”.