Coronavirus, il decreto “Cura Italia” per Sicindustria “non è altro che una farsa”

0
51

“Una farsa. Il decreto che doveva tamponare l’emergenza di un Paese in difficoltà non è altro che una farsa. Una presa in giro senza troppi trucchi. Nessun aiuto concreto alle imprese. Soldi a destra e sinistra, contributi sparpagliati senza criterio. Non un piano, non un programma per sostenere organicamente la produzione italiana. In un momento come questo le aziende chiedono certezze e il governo risponde con una presa per i fondelli”.

Così in una nota Sicindustria, secondo cui “molti apparati ed enti dello Stato non si rendono conto che siamo in una situazione emergenziale pari a quella postbellica. E continuano a giocare sulla pelle delle imprese e dei lavoratori”.

Tra i punti “controversi”, evidenziati dall’Associazione degli industriali siciliani c’è la cassa Iintegrazione. “Il decreto legge che prevede la Cig ordinaria per nove settimane con causale Covid-19 non stanzia le risorse necessarie, complessivamente 1 miliardo e 300 milioni per tutta l’Italia, fondi che potrebbero bastare per non più di 400 mila dipendenti. Si tratta dunque di un bluff – sottolinea Sicindustria -. Inoltre, impone inutili consultazioni sindacali come se ci fosse da discutere. Tanto per fare un esempio, in questo momento in Sicilia abbiamo circa 100.000 richieste di Cassa Integrazione e 50.000 di cassa integrazione in deroga. Al netto dei beni primari (alimenti, medicine e beni di necessità) siamo di fronte a una contrazione dei consumi che finora ammonta al -60%, ma di questo passo la contrazione nei 2 mesi diventerà prossima al 100%”.

“Le aziende con più di 2 milioni di fatturato – spiega la nota – non hanno ottenuto alcuna sospensione, di fatto, per quanto riguarda il pagamento delle imposte, dei contributi previdenziali e dell’Iva. Non è prevista la sospensione degli adempimenti legati ad appalti e subappalti e il differimento dei termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione è irrisorio. Mentre il Governo annuncia a gran voce la sospensione dei termini per il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali – aggiunge la nota – , l’Inps fa esattamente l’opposto e sollecita il versamento. Ancora più grave è l’approccio superficiale del governo nel promettere bonus una tantum a professionisti, partite Iva, commercianti senza una copertura finanziaria adeguata generando una serie di click day finalizzati ad escludere la maggioranza dei potenziali richiedenti”.