Coronavirus: in Sicilia 179 nuovi casi, 194 ricoverati, preoccupazione a Corleone

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Sono 179 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia nelle ultime 24 ore. Attualmente ci sono 2.157 positivi di cui 194 ricoverati in ospedale, 15 dei quali in terapia intensiva, 1.963 in isolamento domiciliare, per un totale di 5.748 casi dall’inizio dell’epidemia. I tamponi eseguiti sono 6329. 64 sono i guariti. Salgono a 296 i morti dall’inizio dell’epidemia con una vittima a Messina.

A Palermo i nuovi positivi sono 70 nuovi casi, 4 dei quali sono migranti, 31 nel Trapanese (2 migranti); 29 nel Siracusano (tutti migranti), 19 nel Ragusano, 15 Catania, 6 nell’Agrigentino (2 dei quali migranti) 4 a Messina, 3 a Enna e 2 a Caltanissetta.

Due ricevimenti nuziali in tre giorni, dal 12 al 15 settembre, alla presenza di sette persone risultate poi positive al coronavirus. E non si esclude che qualcuno dei sette possa aver partecipato a entrambe le feste. Per non correre ulteriori rischi, il sindaco di Corleone, Nicolò Nicolosi, ha emesso un’ordinanza che da stamattina chiude scuole (tra i partecipanti ai matrimoni c’erano anche 30 studenti), villa comunale, palestre, sospende il mercato all’aperto e impone a pub e locali di fermare l’attività alle 22. Andrà così fino all’1 ottobre, mentre è cominciato lo screening sanitario per tutte le persone esposte all’eventuale contagio. E tra queste ci sono anche alcune insegnanti dei vicini paesi di Bisaquino e Marineo, anche loro invitate alle due cerimonie di nozze.

“Ho voluto dare un segnalare ai miei concittadini che avevano un atteggiamento troppo lassista nei confronti della pandemia. I positivi accertati sono 7, ma abbiamo notizie di altri tre possibili casi. Siamo davanti a un’emergenza e non sono consentite leggerezze. La mia è una decisione sofferta, ma indispensabile”, ha detto il sindaco. Nicolosi ha incontrato l’Azienda sanitaria provinciale, la Protezione civile, i Carabinieri e ha emesso un nuova nuova ordinanza, arricchita di qualche dettaglio, che conferma quanto contenuto nella precedente. Saranno i carabinieri e i vigili urbani a farla rispettare.

E’ già in corso, alle Aziende sanitarie siciliane, la distribuzione del primo carico di 750mila tamponi rapidi acquistati direttamente dalla Regione Siciliana per un’ulteriore attività di ricerca del virus nell’ambito della pandemia. Si tratta di test i cui risultati possono essere ottenuti in pochi minuti, permettendo di evitare eventuali rallentamenti al sistema sanitario impegnato nell’emergenza. Su disposizione del presidente della Regione Nello Musumeci, oltre che alle Aziende sanitarie, i tamponi sono stati messi a disposizione delle Case circondariali di Palermo.

“Serviranno – dice il presidente Nello Musumeci – a effettuare diagnosi più veloci dell’eventuale positività al Coronavirus, riducendo al minimo i disagi nelle scuole e nei luoghi frequentati da molte persone, come le carceri. Richiamo ancora una volta tutti i cittadini al rispetto di regole indispensabili e alla prudenza. Crescono e continueranno a crescere gli asintomatici e i positivi. Più test facciamo, più ne individueremo. Ma è ancora bassa l’ospedalizzazione, quindi stiamo operando adeguatamente sui territori. Non vanifichiamo tutto. La Sicilia non può fermarsi”.

L’approvvigionamento è stato preso in carico dal dipartimento di Protezione civile regionale, mentre la distribuzione è stata coordinata dal Dasoe dell’assessorato regionale alla Salute. Il prossimo carico è atteso per sabato.