Due sorrisi invisibili, nascosti dalle mascherine e dalle tute di protezione. Una foto che racconta l’emozione e la gioia di due dottoresse impegnate in “trincea”, a Villafrati, dichiara ‘zona rossa’ alcuni giorni fa, nella prima linea della lotta al Coronavirus, a causa del focolaio che si è sviluppato laddove sono proprio loro, nella Residenza sanitaria assistita che ha già registrato sette morti e diversi casi di positività al contagio tra operatori e degenti.
Due esempi di coraggio di sanitari pronti a mettere a rischio la propria salute per salvaguardare quella degli altri. Una sfida nella sfida quella delle dottoresse Erika Portera, arrivata ieri con un contratto di 4 mesi, dopo la specializzazione in neurologia conseguita mercoledì scorso, e Maria De Leo, che lavorano per l’Asp di Palermo per assistere gli anziani di ‘Villa delle Palme’.
E a loro, oggi, il direttore generale dell’Asp Daniela Faraoni ha voluto rivolgere un pensiero con una lettera aperta. Sono Erika Portera e Maria De Leo. I loro volti, il cui sorriso nascosto dalle mascherine si percepisce appena dagli occhi luminosi, potrebbero essere emblema della battaglia. Un selfie le ritrae insieme. E l’Asp di Palermo ha voluto mostrarle diffondendo quel “selfie” inviato al direttore generale Daniela Faraoni dalle due dottoresse.
Una foto che testimonia l’impegno anche emotivo corrisposto dalla stessa manager Faraoni, la quale ha voluto rivolgere un messaggio di riconoscenza con una lettera aperta. “Mai come in questo momento c’è bisogno di fare più che di dire, c’è bisogno di agire in fretta per farsi trovare pronti prima che arrivi una nuova emergenza. E mai come in questo momento il lavoro di chi sta in prima linea ci riempie il cuore di orgoglio e di speranza – scrive Daniela Faraoni -. Ho ricevuto questa mattina una fotografia dalle due giovani dottoresse che si sono trovate a lavorare fianco a fianco nella Rsa a Villafrati: si sono ritrovate in prima linea, una per destino ed una per scelta. Entrambe, però, accomunate dal sentire la propria professione di medico come una missione. Senza chiacchiere, senza enfasi, senza polemiche. Sono lì, lavorano e basta”.
E dalla lettera si evince il sentimento di profonda gratitudine: “Ci sono tanti momenti, tante immagini, tante fotografie che rappresentano la grande umanità dei nostri meravigliosi operatori impegnati nella lotta contro un nemico invisibile. Oggi mi piace conservare l’immagine delle due dottoresse impegnate a Villafrati, Erika Portera e Maria De Leo. Una al fianco dell’altra nel curare ed assistere gli anziani che meritano tutta la nostra attenzione e tutto il nostro massimo impegno. Voglio esprimere la mia riconoscenza a chi sta per strada e nei siti sanitari a fare i tamponi e agli operatori del Covid Hospital di Partinico: a tutti, medici, infermieri, operatori socio sanitari, ma anche alla direzione medica di presidio diretta dal dottore Nino Di Benedetto ed alla direzione amministrativa del presidio, guidata dal dottore Giuseppe Rinaldi. Chi è lì a lavorare è un esempio per la nostra azienda”.




