Coronavirus: scontro sulla posizione del triage di emergenza al Policlinico

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Al Policlinico di Palermo è stata posizionata una “struttura speciale ed all’avanguardia” di triage per accogliere i pazienti con patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, vedi coronavirus. Ma le polemiche sul luogo prescelto si sono scatenate a colpi di lettere.

“Ho appreso indirettamente della possibilità che vengano montate alcune tensostrutture nel parcheggio antistante il plesso di Anatomia e Istologia, prospiciente via del Vespro, ai fini di attivare un servizio di triage dedicato a pazienti potenzialmente affetti da convid-19 – scriveva martedì scorso il professore Giuseppe Ferraro, direttore del dipartimento di Biomedicina, Neuroscienze e diagnostica avanzata del Policlinico universitario di Palermo in una lettera inviata al Rettore Fabrizio Micari, al presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia marcello Ciaccio, al direttore amministrativo Fabrizio Di Bella, al direttore sanitario Giovanna Volo, al direttore di presidio Luigi Aprea e al responsabile del plesso di anatomia e istologia Fabio Buccheri- . Chiedo – aggiunge il professore Ferraro – che la direzione amministrativa e sanitaria contattino direttamente il sottoscritto deputato alla predisposizione di tutte le misure di sicurezza del dipartimento in qualità di direttore pro tempore. Nelle more, sottolineo come quello spazio, di pertinenza Unipa e non aziendale, costituisce la via di fuga dell’intero plesso di anatomia e istologia. A questo aggiungo che le aule prospicienti lo spazio hanno uscite di sicurezza che devono essere lasciate aperte durante lo svolgimento di lezioni ed esami e la prossima settimana inizieranno le lezioni del II semestre secondo il calendario ufficiale. In quello spazio sono, inoltre, allocati, tutti i sistemi di ventilazione e condizionamento del plesso (aule e laboratori) e le numerose aperture del piano terreno e del piano cantinato dello stesso plesso. Chiedo, pertanto – prosegue nella missiva Ferraro – che quello spazio non venga utilizzato per un presidio di emergenza come prospettato al decano dei professori di anatomia professore Francesco Cappello ed al presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia professore Marcello Ciaccio. In funzione dei compiti e delle responsabilità attribuite al sottoscritto in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro e segnatamente riguardante la tutela della salute e del rischio biologico dei docenti, del personale tecnico amministrativo e degli studenti che lavorano o transitano in quel plesso, giudico potenzialmente pericolosa la contiguità che verrebbe a crearsi con le già citate strutture di emergenza. Evidentemente non ho alcuno strumento per oppormi ad un eventuale ordine superiore di allocazione di dette strutture negli spazi esterni al plesso di Anatomia e Istologia. In attesa di un cortese e sollecito riscontro, ribadisco la preoccupazione”, conclude Ferraro.

A replicare alla lettera del professore Ferraro, ci pensano il giorno dopo i vertici del Policlinico Fabrizio Di Bella e Giovanna Volo con una lettera: “la misura di prevenzione, oltre ad essere l’unico tecnologicamente e logisticamente possibile, è stata condivisa sia dal Rettore che dal presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia. In considerazione del fatto che  che la gestione dell’emergenza ha priorità rispetto al comprensibile desiderio del mantenimento delle usuali modalità e sedi di svolgimento delle attività didattiche si ritiene che ove dovesse ritenere questa ultima non più sicura debba individuare soluzioni alternative nell’ambito delle numerose strutture a disposizione della Scuola di Medicina e Chirurgia”.

Morale ecco la tenda collocata dove un professore universitario scrive che forse è meglio che non stia. E sulla vicenda interviene anche il Movimento per la Salute dei Giovani. “Il buonsenso ci costringe a fare alcune considerazioni negative sull’ubicazione scelta che non è per nulla isolata e soprattutto inficiata da carenze in materia di “abbattimento delle barriere architettoniche”, spiega Fabrizio Artale del Movimento per la salute dei Giovani. “E’ evidente che il piccolo container di “emergenza extraospedaliera” contravviene  a tutte le norme in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro, di tutela della salute e soprattutto di rischio biologico. Considerato che all’interno del Policlinico di Palermo esistono delle zone più isolate e più ampie, non si comprende il criterio della scelta compiuta dagli amministratori di prediligere questo spazio ristretto ed angusto, che diverrà potenzialmente pericoloso per la contiguità con la via del Vespro, le strutture adiacenti ed il pronto soccorso”, conclude Artale.