Coronavirus, Tomasello (Cimo): “Tende per traige senza presidi sanitari”

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“Le tende allestite negli ospedali palermitani per il triage di emergenza ‘coronavirus’ sono al momento prive di qualsiasi presidio atto a consentirne l’utilizzo previsto. Mancano lettighe, barelle, sedie, bombole d’ossigeno, mascherine, guanti, respiratori portatili e tutto quanto e’ previsto per renderle efficienti”. La denuncia è di Sandro Tomasello, coordinatore interaziendale del sindacato Cimo Medici della provincia di Palermo.

La CIMO, che nei giorni scorsi aveva evidenziato le criticità scaturite dalla mancata o tardiva applicazione delle direttive ministeriali a proposito dell’emergenza coronavirus a Palermo, capoluogo della Regione e sede di aeroporto internazionale, torna a richiamare l’attenzione sulla situazione attuale.

“Al momento – scrive Sandro Tomasello in una nota – qualora dovesse presentarsi un caso sospetto per infezione da ‘Covid/19’, non potrebbe che accedere nei locali del pronto soccorso, in una situazione di promiscuità con gli altri pazienti in attesa e vanificando lo sforzo di evitare contatti pericolosi tra soggetti potenzialmente infetti e i restanti pazienti, nonché il personale sanitario che, come disposto e più volte rimarcato dalla stessa protezione civile nazionale, andrebbe preservato e tutelato in vista di una possibile escalation dell’epidemia”.

“Al di là dell’auspicata attivazione delle tensostrutture – aggiunge Sandro Tomasello – persiste la grave carenza di dispositivi di protezione individuali da distribuire alle strutture sanitarie della provincia, anche nelle guardie mediche e nelle strutture territoriali dell’Asp Palermo. In questo scenario di incertezza ed improvvisazione – denuncia Sandro Tomasello – gli operatori sanitari che continuano ad operare nelle aree di emergenza, con abnegazione e rischio individuale, appaiono come la truppa di un esercito che attende di vedere sul campo i propri generali a guidarli operativamente sul campo di battaglia, piuttosto che immaginarli chiusi nelle loro stanze a temporeggiare in attesa di acquisire a loro volta direttive superiori, in una catena di (in)competenze che non si sa bene dove inizia e dove finisce”, conclude Sandro Tomasello.