Coronavirus: troppi contagi in Sicilia, arrivano due nuove “zone rosse”

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Dalle 14 di sabato per due comuni siciliani scatta la “zona rossa”: Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento, e Mezzojuso, nel Palermitano. Lo ha deciso il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in seguito al rapporto delle due Asp territorialmente competenti che hanno confermato la presenza di “cluster” locali.

Parte di una stretta per contenere la crescita del contagio: l’ultimo bollettino ha registrato 578 nuovi casi e 10 morti in 24 ore. Numeri allarmanti, mai così alti in questa seconda ondata. In particolare, nelle due cittadine siciliane (fino al 24 ottobre per Mezzojuso e al 7 novembre per Sambuca), sarà vietata la circolazione, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico e/o privato, all’interno del territorio comunale, fatta eccezione per indifferibili esigenze lavorative o situazioni di necessità e motivi di salute, ma anche per l’acquisto o il consumo di generi alimentari e l’acquisto di beni di prima necessità, per una sola volta al giorno.

A Sambuca di Sicilia e Mezzojuso la principale modalità di lavoro sarà lo smart-working, con la promozione, da parte dei datori di lavoro pubblici e privati, della fruizione di ferie e congedi per i propri dipendenti.

Stop alle lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado, così come ai servizi dell’infanzia. Chiusi musei, biblioteche e luoghi di cultura, inoltre saranno vietati banchetti e feste private di qualunque tipo. Nei due centri saranno sospesi tutti gli eventi sportivi (incluse le attività di allenamento), le manifestazioni culturali, ludiche e religiose (grandi eventi,cinema, teatri, pub, scuole ballo, sale giochi, discoteche, ecc.).

Sospese le cerimonie civili e religiose, a eccezione dei funerali a cui potranno partecipare massimo 15 persone. Negli esercizi commerciali delle due comunità sarà consentito l’accesso a una sola persona per volta e sempre con l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Sono in corso interlocuzioni con altre amministrazioni locali per valutare eventuali misure contenitive dedicate, sulla base dell’andamento epidemiologico giornaliero.