Corruzione a Favignana: controlli dei vigili ai rivali del sindaco Pagoto

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Il sindaco di Favignana, Giuseppe Pagoto, durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative del giugno 2018, si sarebbe reso autore di “svariati abusi ed illeciti, con la collaborazione del compiacente comandante della locale polizia municipale” Filippo Oliveri.

E’ quanto emerge dall’operazione “Aegades” della Guardia di Finanza su presunti casi di corruzione per la fornitura di acqua potabile all’isola con navi cisterna nell’ambito della quale sono stati posti agli arresti domiciliari.

Secondo intercettazioni agli atti dell’inchiesta della Procura di Trapani, i due avrebbero fatto in modo di “omettere intenzionalmente i dovuti controlli di competenza della polizia municipale nei confronti di cittadini e di titolari di attività commerciali che appoggiavano la candidatura del sindaco”. E di contro, accusa la Gdf, sarebbero stati “concertati ed effettuati mirati controlli nei confronti di quanti erano ritenuti avversari politici del sindaco”.

In cambio, accusa la Procura di Trapani, Oliveri “richiedeva ed otteneva, come prezzo nell’eseguire le direttive del sindaco, la proroga del proprio contratto lavorativo e la successiva stabilizzazione a tempo indeterminato”. Inoltre avrebbe avuto “assegnato l’incarico ad interim di responsabile dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi”.

Tra gli indagati anche il precedente direttore dell’area, destinatario della misura coercitiva dell’obbligo di dimora nel comune di Roma, a cui è contestata una presunta corruzione, in concorso col sindaco, nell’assegnazione di servizi ausiliari. Avrebbe favorito l’assunzione di persone vicine al sindaco che hanno appoggiato la sua campagna elettorale nelle amministrative del 2018. Il direttore riceveva dal sindaco, sostiene la Gdf, somme di denaro pubblico ed altre utilità non dovute, come ad esempio il rimborso di spese connesse per viaggi privati al di fuori dalla Sicilia e fatti figurare come missioni istituzionali.

Indagine partita da un esposto anonimo

E’ partita da un esposto anonimo l’indagine che all’alba di oggi ha portato all’arresto del sindaco di Favignana Giuseppe Pagoto. Nel settembre 2017 era arrivato uno scritto anonimo in cui veniva segnalata una “non trasparente gestione del Comune di Favignana” ma anche diversi presunti abusi d’ufficio commessi dal sindaco e da altri amministratori e funzionari pubblici dell’ente. Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno poi fatto luce su una serie di episodi “sull’illecito funzionamento dell’amministrazione”, come spiegano le fiamme gialle. (Ansa-AdnKronos)