Corruzione elettorale: il deputato di Forza Italia Stefano Pellegrino a giudizio

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Il gup del tribunale di Palermo, Ermelinda Marfia, ha rinviato a giudizio il deputato regionale di Forza Italia, Stefano Pellegrino che sarà processato al tribunale di Marsala dal 10 giugno. L’accusa formulata dai pm Francesca Dessì e Gianluca De Leo è di corruzione elettorale, non aggravata dall’agevolazione di Cosa nostra.

Stefano Pellegrino è presidente della Commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana, ma ha assunto anche il ruolo di componente dell’Antimafia e quello di presidente della Commissione speciale in materia di contenimento della spesa relativa agli assegni vitalizi.

La Dda del capoluogo dell’Isola lo aveva messo sotto inchiesta, attraverso i carabinieri di Trapani, nell’ambito di un blitz che aveva portato al fermo di imprenditori accusati di avere finanziato i familiari di Matteo Messina Denaro. A comprare le preferenze per Pellegrino alle ultime elezioni regionali del 2017 sarebbe stato tra gli altri Calogero Luppino, considerato il re delle scommesse on-line nella provincia. Luppino si sarebbe mosso assieme all’altro imprenditore considerato anch’egli vicino alle cosche, Mario Giorgi: quest’ultimo nelle intercettazioni avrebbe ammesso di avere consegnato – per ottenere voti in favore di Stefano Pellegrino – pacchi contenenti la spesa agli abitanti delle case popolari dei paesi del Trapanese, tra Campobello di Mazara e Mazara del Vallo.

“I due elettori, che secondo l’accusa mi avrebbero votato per aver ricevuto da me generi alimentari, peraltro in epoca successiva alla mia elezione, sono stati già assolti dal Tribunale di Marsala perché il fatto non sussiste. La logica e la coerenza, che debbono informare e sostenere ogni comportamento umano, e quindi anche le decisioni giudiziarie, autorizzavano ad attendermi ragionevolmente un provvedimento di archiviazione. Così non è stato”. Lo dice il deputato di Forza Italia all’Ars, Stefano Pellegrino, a seguito del rinvio a giudizio per corruzione elettorale. “Sono, comunque, assolutamente sereno sull’esito del processo e su una sentenza che provi la mia assoluta estraneità ai fatti, confortato, nonostante la spiacevole vicenda, dal costante affetto e dalla reiterata e confermata stima di chi conosce me e la mia storia professionale, politica e familiare”, aggiunge. (Ansa)