Corruzione in Sicilia, chiusa inchiesta “Mare Mostrum”: 14 avvisi di conclusione indagini

0
51

Quattordici avvisi di conclusione indagini per corruzione nell’ambito dell’inchiesta “Mare Mostrum”.

Tra i destinatari del provvedimento siglato dai pm di Palermo Sergio Demontis e Francesco Gualtieri, gli armatori di Ustica Lines, poi diventata Liberty Lines, Ettore e Vittorio Morace, la stessa società di navigazione, l’ex governatore Rosario Crocetta, l’ex sottosegretario alle infrastrutture Simona Vicari, l’ex sindaco di Trapani Mimmo Fazio, la deputata regionale Marianna Caronia, la dirigente dell’epoca dell’assessorato ai Trasporti.

A Trapani un altro filone dell’inchiesta per la quale il 15 novembre è fissata l’udienza preliminare. Il provvedimento scaturisce dalle indagini sfociate nell’operazione scattata il 19 maggio 2017 e che avrebbero rivelato che i Morace avevano stretto un “patto corruttivo” con Salvatrice Severino, dirigente pro tempore dell’assessorato ai Trasporti della Regione siciliana.

L’accordo avrebbe portato la dirigente a predisporre e confezionare bandi di gara con oggetto l’affidamento quinquennale del servizio di collegamento marittimo di pubblico interesse con mezzi veloci tra la Sicilia e le isole minori, agevolando gli interessi della compagnia di navigazione.

La dirigente, inoltre avrebbe erogato in favore di Ustica Lines 10 milioni di euro a titolo di compensazioni finanziarie per prestazioni di trasporto marittimo mai rese dalla società. A fronte di ciò la dirigente avrebbe, in cambio, ricevuto beni di lusso e ottenuto l’assunzione della figlia nella stessa società.

A Crocetta, invece, sarebbero andati, secondo l’accusa, due bonifici da 5 mila euro come sostegno al progetto politico dell’ex presidente della Regione, Riparte Sicilia, in cambio di un impegno per potenziare i servizi di trasporto a beneficio della compagnia.

L’ex sottosegretario Vicari, che si dimise dopo il caso, secondo i pm, avrebbe sponsorizzato un emendamento in Parlamento che prevedeva l’abbattimento dell’Iva sui biglietti dei collegamenti per le isole minori, in cambio di un Rolex da 5.800 euro poi restituito. Per l’accusa un aiuto oggettivo alla compagnia di navigazione.