Corruzione: sindaco Aci Catena arrestato, considerato il “centravanti antiracket”

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Aveva il pallino dell’antiracket e del gol, Ascenzio Maria Catena Maesano, 57 anni il prossimo 24 ottobre, “plurisindaco” di Aci Catena (Catania), uomo di centrodestra, ormai al suo terzo mandato, oggi arrestato dalla Dia di Catania, insieme con un consigliere della sua giunta e un imprenditore, per corruzione e atti contrari ai doveri d’ufficio. Al centro dell’inchiesta due appalti per la fornitura di materiale hardware e software al Comune.

Oltre al primo cittadino del comune etneo sono finiti in manette il consigliere comunale, funzionario dell’area economica finanziaria del comune, Orazio Barbagallo, e un imprenditore, Giovanni Cerami. Gli episodi di corruttela hanno riguardato il rinnovo del contratto di fornitura, in favore del Comune di Aci Catena, del servizio di assistenza e manutenzione dei sistemi software ed hardware e l’aggiudicazione del progetto esecutivo denominato “Home Care” finanziato dall’Unione Europea per l’importo di 252.000 euro alla società dell’imprenditore fermato oggi.

In particolare, Cerami avrebbe consegnato al funzionario pubblico una tangente da 15.000 euro, che il dipendente comunale avrebbe poi diviso con il sindaco. Secondo gli investigatori, quella somma costituiva l’ennesimo pagamento effettuato dall’imprenditore in favore dei due funzionari pubblici. Da tempo gli uomini della D.I.A. avevano rivolto l’attenzione nei confronti del primo cittadino e dei suoi collaboratori più stretti che lo coadiuvavano nella gestione amministrativa dell’ente che questi rappresentava, analizzando una serie di contratti da lui stipulati.

Dalle indagini è emerso che il sindaco e il funzionario pubblico usavano linguaggio criptico per incontrarsi e, lontano da occhi indiscreti, spartirsi la somma ricevuta dall’imprenditore. Accortezze che però non si sono rivelate utili, dal momento che il tutto è stato registrato dagli uomini delle forze dell’ordine. I tre fermati, dopo le formalità di rito, sono stati condotti nel carcere di Piazza Lanza a Catania.

“Non possiamo permettere che l’imprenditoria sana di Catania, e ce ne è tanta, venga spazzata via da quegli imprenditori che, attraverso scorciatoie o accordi collusivi, pensano di potere arrivare a trattare con la pubblica amministrazione”. Lo ha detto il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, sulle indagini della Dia che hanno portato al fermo del sindaco di Aci Ascenzio Maesano del consigliere comunale Orazio Barbagallo e dell’imprenditore Giovanni Cerami.

Zuccaro ha spiegato che la Procura è intervenuta con i fermi “per interrompere la fuga di notizie”. In una intercettazione Maesano e Barbagallo vengono ascoltati mentre si spartiscono una tangente. In un’altra, Barbagallo e l’imprenditore, avendo saputo dell’indagine da parte della Procura si vogliono incontrare ed uno dice all’altro “vieni vestito leggero”, che gli investigatori interpretano come “non portare il telefono cellulare”. Durante una perquisizione in casa di Maesano gli investigatori hanno sequestrato 2.300 euro in contanti contenuti in una scatola da scarpe. “La Procura di Catania – ha concluso Zuccaro – è intervenuta su un episodio specifico, provato da una intercettazione ambientale importantissima, ma è ovvio che l’indagine ha risvolti più ampi e su questo continueremo le indagini”.

“La legalità è l’unica strada percorribile per assicurare la crescita dei territori. Speriamo non debba mai essere utilizzato, ma siamo pronti anche ad impinguare il capitolo”, aveva detto inaugurando lo Sportello legalità e sviluppo economico di Aci Catena, per iniziativa dell’associazione antiracket e antiusura Libera Impresa. Appena eletto nel 2012 per la terza volta primo cittadino, aveva rivelato di seguire “con particolare predilezione” la musica, il teatro e la letteratura siciliana. “Prediligo il calcio giocato che ogni fine settimana mi vede ancora puntualmente impegnato sul terreno di gioco in tattiche e moduli in funzione di attaccante quale ruolo più congeniale alle mie caratteristiche agonistiche”.

Dipendente in distacco dell’Istituto per ciechi “Ardizzone Gioieni” di Catania, “figlio d’arte”, Maesano di politica si occupa sin da giovane “attratto dall’esperienza politico-amministrativa dello zio Nino che è stato uno dei primi consiglieri della storia municipale del Comune di Aci Catena, e poi da quella di mio padre Peppino che è stato vice sindaco della città”.

Nel 1990 per la prima volta consigliere al Comune di Aci Catena. Nel 1995 la rielezione e la designazione di presidente del Consiglio comunale. Nel 1999 viene eletto al primo turno. Nel 2004 conquista ancora la poltrona più alta del municipio. Nel 2008 per il Pdl è il primo dei non eletti all’Assemblea regionale siciliana, dove entrerà a seguito della sospensione di un collega. Nella primavera del 2012 e’ ancora sindaco e si apprestava a candidarsi deputato regionale per il voto dell’autunno 2017.