Corte dei Conti in Sicilia, le condanne sono raddoppiate nel 2017

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Un incremento delle condanne nello scorso anno pari al doppio del 2016 per un totale di 14 milioni 463 mila euro, di cui 14 milioni 365 mila di danno erariale, 87 mila 234 euro di danno relativo a giudizi di conto, 10.000 euro a giudizi di istanza di parte. E’ quanto si legge nella relazione per l’anno 2018 che accompagna l’inaugurazione dell’ anno giudiziario della Corte dei Conti per la Regione siciliana presieduta da Luciana Savagnone.

Parlando con i giornalisti a margine della cerimonia, Savagnone ha affermato: “Abbiamo avuto il doppio delle condanne dello scorso anno, sono sentenze di primo grado, può darsi che il numero sia soggetto a mutazione in appello. Tra le maggiori criticità – ha ancora aggiunto il presidente – i gravi sprechi dei fondi comunitari. Già si sono quelli che non vengono assegnati, e quello e’ un danno erariale di cui non ci possiamo occupare perché l’ inerzia non viene purtroppo sanzionata, ne si può sapere perché non ci sono stati progetti. E poi ci sono i fondi che vengono sprecati e assegnati male. C’è sempre un problema di controllo interno alla Regione che manca, che continua a non esserci”.

“La lotta alla corruzione vuol dire contrasto allo spreco delle risorse pubbliche, che sotto il profilo giuridico e’ tutelato dal principio di economicità. Purtroppo tale principio viene spesso trasgredito con conseguenze nefaste per il bilancio pubblico, per i servizi ai cittadini e per la qualità della vita”.

Lo ha sottolineato il procuratore regionale della Corte dei Conti per la Sicilia, Gianluca Albo, a margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della Sezione giurisdizionale per la Regione siciliana. “Sotto questo profilo – ha aggiunto – la procura della Corte dei Conti ha fatto una serie di azioni a largo raggio e soprattutto nei settori più  delicati come la Formazione professionale, le nomine dei dirigenti, le forme illecite di reclutamento del personale. Ci siamo mossi con lo spirito di tutelare le regole, quelle regole che sono poste non solo nell’interesse della Pubblica amministrazione ma anche e soprattutto dei cittadini, perché è il principio di uguaglianza che consente a tutti l’accesso alle risorse pubbliche. E quando vengono violate le regole per l’accesso alle risorse pubbliche automaticamente si viola il principio di uguaglianza”.

“Mi convinco sempre di piu’ della necessita’ di dover ripristinare in Sicilia un organo di controllo sull’attività degli enti pubblici. Tutto questo servirebbe essenzialmente agli amministratori e costituirebbe una garanzia per chi e’ chiamato a svolgere ruoli di responsabilità pubblica. Il frequente ricorso alla magistratura penale, alla magistratura del lavoro, alla magistratura contabile e amministrativa dimostra come la funzione del controllo preventiva essenzialmente sia non più rinviabile”.

Lo ha detto il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei conti. “Su questo tema – ha aggiunto – dovrò confrontarmi con altri organi istituzionali e non escludo la preparazione di un disegno di legge che possa reintrodurre organismi agili, snelli certamente di controllo sugli atti di enti locali senza appesantire il processo, le procedure ordinarie che invece debbono essere assolutamente accelerate senza incontrare alcuno ostacolo”.