Covid: 258 su 1.858 tamponi, record di positivi in drive in Fiera di Palermo

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E’ stata registrata ieri, a Palermo, nel drive in della Fiera del Mediterraneo, la più alta percentuale di positivi dall’inizio dello screening con tampone sulla popolazione. Il dato è preoccupante: su 1.858 tamponi eseguiti sono stati riscontrati 258 positivi, il 15,45%.  Dal 30 ottobre scorso a ieri sono stati fatti 77.168 tamponi con 5.448 positivi, con la media del 7,06%.

“Da un po’ di tempo assistiamo ad un lento ma progressivo aumento della percentuale di positivi – spiega Renato Costa, commissario per l’emergenza Covid a Palermo. Non posso dire se questa è la terza ondata, molti di questi però sono secondi tamponi, cioè soggetti che soggiornano da noi e che dopo 5 giorni vengono a ripetere il tampone. E questo – aggiunge – avvalora l’importanza di ripetere il tampone a 5 giorni dal primo per coloro che sono arrivati a Palermo da fuori”.

Una percentuale di positivi che preoccupa non poco. “I numeri –  osserva Costa – ci dicono comunque che stiamo pagando comportamenti poco consoni, anzi sbagliati, che si sono manifestati direi tra la vigilia dell’Immacolata e l’inizio dell’ordinanza del presidente Musumeci del 14 dicembre, che ha permesso di mettere una cintura di sicurezza attorno alla Sicilia, testando tutti colori i quali sono arrivati da fuori via aereo e nave o via terra”.

Tra porto e aeroporto di Palermo finora sono stati eseguiti circa 30 mila tamponi. “Abbiamo registrato un incremento del 40% dei tamponi eseguiti nel drive in della Fiera, quindi immagino siano almeno 7.500 persone, che si sommano ai 30mila di porto e aeroporto,  e questo screening dovrebbe avere evitato un ulteriore aggravamento della situazione. Le valutazioni le faremo nei prossimi giorni”.

Infine, Costa lancia l’ennesimo appello: “Invitiamo in questo momento, proprio perché è stata avviata la campagna vaccinale, la popolazione a mantenere comportamenti assolutamente rigidi e corretti, mascherina, distanziamento sociale, igiene delle mani e aerazione dei luoghi chiusi, uno sforzo collettivo per superare la crisi che viviamo ormai da mesi”.