Covid: atto di indirizzo di Razza, proroga contratti e stabilizzazione personale

0
85

Sul personale impiegato nell’emergenza Covid “abbiamo fatto un passo avanti importante con l’atto di indirizzo che ho presentato al Parlamento siciliano”, afferma l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. Il provvedimento riguarda la stabilizzazione e la proroga dei contratti di 9mila persone. “Adesso i prossimi step sono l’uscita dallo stato d’emergenza e la gestione della pandemia nella speranza di poterne uscire definitivamente il prima possibile”, aggiunge l’assessore.

“Siamo molto soddisfatti per la decisione dell’assessore alla salute Razza che oggi in commissione salute ha assicurato che per il personale sanitario e amministrativo impegnato nell’emergenza Covid è previsto il rinnovo dei contratti fino al prossimo 31 dicembre”. Lo dice Elvira Amata, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars, presente oggi ai lavori in cui l’assessore ha illustrato ai deputati l’atto di indirizzo che sarà emanato a tutte le aziende ed enti del sistema sanitario regionale, nei prossimi giorni, per prolungare l’impiego del personale. “Il personale amministrativo – spiega Amata – seguirà un percorso previsto dalle aziende sanitarie che faranno selezioni per la formulazione di graduatorie, anche a tempo determinato, per collaboratori amministrativi, assistenti amministrativi, operatori informatici e programmatori ed altre figure, prevedendo tra i requisiti la valorizzazione del servizio prestato durante l’emergenza pandemica”. Per i medici abilitati, ma senza specializzazione, invece spiega Amata “si prevede l’inserimento nelle strutture di emergenza 118 e nei pronto soccorso, dopo un corsi formativi per il riconoscimento dell’attestato di emergenza sanitaria territoriale che può essere organizzato anche dalle aziende sanitarie con il supporto del Cefpas di Caltanissetta. Per il resto del personale sanitario è previsto un percorso di stabilizzazione a parte”, conclude Amata.

“In un momento in cui la variante Omicron 2 sembra non voler ancora allentare la sua morsa sulla Sicilia e in vista della cessazione dell’emergenza sanitaria apprendiamo con favore la decisione dell’assessore alla salute Razza di prorogare i contratti del personale impegnato nell’emergenza Covid”. Lo dice Totò lentini, capogruppo dei Popolari e Automisti all’Ars. “E’ importante, così come avevamo chiesto e prospettato qualche giorno fa – osserva Lentini – che questo personale seguendo un percorso lineare posso pian piano essere stabilizzato nel tempo secondo il fabbisogno delle aziende sanitarie. La circolare dell’assessore fa riferimento appunto stabilisce, tra l’altro, che l’impegno di migliaia di persone in una fase delicata possa essere valutato a seconda della categoria professionale”, conclude Lentini.

“Ancora una volta la montagna ha partorito il topolino, l’unica certezza sono le date stabilite dallo Stato che rinvia la scadenza di tutti i contratti al 31/12/2022, lasciando immutato tutto esattamente com’è. Nessuna prospettiva sulla gestione del Covid, nessuna indicazione univoca alle Asp che continueranno ad essere superate da decisioni commissariali che al momento non hanno più senso di esistere. La manovra elettorale è servita, ma è destinata a lasciare l’amaro in bocca a parecchi”. Lo affermano i deputati del M5s all’Ars, componenti della commissione Sanità, Giorgio Pasqua, Antonio De Luca, Salvatore Siragusa e Francesco Cappello, a conclusione dell’audizione in commissione per la proroga dei precari dell’emergenza Covid.

“La Regione – dicono i grillini – si è mossa solo nel solco di quanto stabilito dallo Stato, cogliendo al balzo la possibilità della proroga post elezioni regionali sino al 31/12/2022 e rinviando a successive norme dello Stato il destino di quanti non rientrerebbero nelle procedure di stabilizzazioni previste dalla legge dello Stato nell’ultima finanziaria seguendo procedure concorsuali secondo la norma Madia. Considerato che la Regione non ha alcun piano di rimodulazione degli hub, drive in e Usca, non si capisce sulla base di quali criteri le aziende sanitarie provinciali dovrebbero realizzare piani di fabbisogno del personale per l’emergenza di cui però si prevede già una ridimensionamento del monte ore”. “La stessa natura dell’atto portato in audizione, una misera circolare – concludono i deputati – attesta la grandissima debolezza dell’azione del governo regionale che è destinata ad aprire numerose vertenze sindacali. Vorremmo infatti capire come si conciliano le proroghe disposte con i concorsi in itinere, con le procedure di mobilità, con le stabilizzazioni ex Madia, solo per fare qualche esempio. Le incongruenze che sono state rilevate oggi in commissione sono tantissime”.

“Abbiamo chiesto la proroga di tutti gli operatori sanitari ed amministrativi che stanno operando in Sicilia per l’emergenza Covid, mentre nella circolare illustrata dall’assessore Razza ci sono aspetti poco convincenti che rischiano di trasformare questa vicenda in una maionese impazzita”. Lo dicono il capogruppo Giuseppe Lupo ed i componenti del Pd in commissione sanità dell’Ars, Antonello Cracolici e Giuseppe Arancio, a proposito della riunione della commissione durante la quale l’assessore alla Salute Ruggero Razza ha illustrato la circolare sulla proroga dei contratti relativi ai cosiddetti “precari Covid”.

“I dubbi che abbiamo esposto nel corso della riunione della commissione – aggiungono i parlamentari del Pd – riguardano la diversità di trattamento per le diverse figure interessate. La circolare indica infatti per le figure sanitarie, medici specializzati e non specializzati, infermieri ed operatori sociosanitari, per i quali è prevista una proroga fino al 30 giugno, nella prospettiva di una ulteriore proroga fino al 31 dicembre 2022 per poi avviare le procedure di stabilizzazione. Per gli specializzandi, ovvero coloro che frequentano gli ultimi due anni delle scuole di specializzazione, la proroga si farebbe fino al 31 dicembre. Il personale amministrativo avrebbe una proroga al 31 dicembre, ma solo sulla base dei fabbisogni che dovrebbero essere valutati e definiti dai direttori delle aziende sanitarie ed ospedaliere, anche considerando una riduzione dell’orario di lavoro che potrà essere diverso per ogni singola azienda”.

“Oltretutto – osservano Lupo, Cracolici ed Arancio – tutto questo avverrebbe sulla base di una circolare che non costituisce una fonte giuridica certa e dunque porterà i singoli direttori ad agire con una discrezionalità che aprirà una fase di difficile gestione. Anche perché gli incarichi dei direttori delle aziende sanitarie ed ospedaliere stanno a loro volta per scadere e molti di essi saranno ‘trasformati’ in commissari, i quali potranno lavorare con forti limitazioni rispetto ai loro attuali poteri”.