Covid: in Sicilia 2.078 nuovi positivi e 15 morti, Palermo record contagi

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In Sicilia sono 2.078 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 41.651 tamponi processati. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 1.410. Il tasso di positività sale al 5% ieri era al 4%. L’Isola è all’ottavo posto per contagi, al primo posto c’è la Lombardia con 12.913 casi, al secondo posto il Veneto con 5.023 casi, al terzo il Piemonte con 4.304 casi, al quarto la Campania con 3.599 casi, al quinto posto il Lazio con 3.006 casi, al sesto l’Emilia Romagna con 2.860 casi, al settimo posto la Toscana con 2.780 casi. Gli attuali positivi sono 23.635 con un aumento di 1.231 casi. I guariti sono 832, mentre le vittime sono 15 e portano il totale dei decessi a 7.396.

Negli ospedali sono 644 ricoverati, con 10 casi in più rispetto a ieri; in terapia intensiva sono 76, 3 casi in più rispetto a ieri.

I contagi da Covid19 nelle singole province Palermo con 410 casi, Catania 432, Messina 393, Siracusa 131, Ragusa 100, Trapani 121, Caltanissetta 176, Agrigento 268, Enna 47.

“Si sta tornando al modello della seconda ondata di emergenza Covid con la riconversione dei posti-letto a fisarmonica negli ospedali siciliani, a seconda delle esigenze e della curva dei contagi. Stiamo lavorando per farci trovare pronti, vista la situazione”. Lo dice Mario La Rocca, dirigente generale del dipartimento per la pianificazione strategica dell’assessorato della salute della Regione Siciliana.

Aumentano i contagi in Sicilia e l’incognita della variante Omicron preoccupa non poco i sanitari che tengono alta l’attenzione, soprattutto in vista del Natale e delle prossime festività, quando il rischio di assembramento, anche per le feste in famiglia, sarà inevitabilmente più alto. Nel frattempo, gli ospedali si tengono pronti.

“Al momento abbiamo ricoverati 11 pazienti su 16 posti sarà difficile in questa fase tornare indietro, la scorsa settimana siamo andati avanti con una media di 1-2 ricoveri al giorno, ma il vaccino è l’unica arma che abbiamo”, dice Baldo Renda, direttore della terapia intensiva dell’ospedale ‘Cervello’ di Palermo praticamente dedicato in maggioranza a pazienti contagiati da quando è scoppiata la pandemia.

Uno dei reparti pronti alla riconversione in posti Covid è la cardiologia dell’ospedale ‘Cervello’ di Palermo, dove ci sono 16 posti che verrebbero però sacrificati per i pazienti cardiopatici non covid. “Siamo in piena ripresa dei contagi e la situazione a Palermo, e direi in Sicilia – dice Tiziana Maniscalchi, direttore dell’area di emergenza del ‘Cervello’ – è simile a quella del resto del Paese, con la variante Omicron. L’affluenza maggiore riguarda giovani e giovanissimi tra i 16 e i 40 anni. Tanti sono anche i vaccinati – sottolinea Maniscalchi – perché ormai la maggior parte della popolazione ha fatto le dosi. L’invito a tutti è di evitare assembramenti e feste in casa con tante persone”.

Rispetto al periodo pre Covid a Palermo si è registrato il 25% di accessi in meno nei pronto soccorso. La concentrazione di ambulanze si è avuta soprattutto sulle aree di emergenza dell’ospedale Civico, del Policlinico, del Buccheri La Ferla e dell’Ingrassia, con il pronto soccorso di Villa Sofia che ha in corso lavori di ristrutturazione e con quello del Cervello dedicato solo a pazienti Covid. “Negli ultimi tre giorni – dice Massimo Geraci, direttore dell’area di emergenza del Civico di Palermo – gli accessi sono diminuiti, probabilmente per le notizie sulla variante Omicron, ci sono oscillazioni, è il momento di stringere i denti e il timore di una nuova riconversione di posti-letto è inevitabile, preoccupa, ma speriamo che si possa superare presto anche questa nuova fase”.