Covid: la Sicilia resta “rossa”, 1.158 i nuovi positivi e 33 morti

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La Sicilia resta in area rossa con la Provincia Autonoma di Bolzano. Lo comunica il ministero della Salute. In Sicilia sono 1.158 i nuovi positivi al Covid, su 23.465 tamponi processati con un’incidenza del 4,9%: quarto posto per contagi dopo la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Lazio.

Le vittime sono state 33 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 3.194. Gli attuali positivi sono 47.627, con un incremento di 338 rispetto a ieri, quando si era registrata una diminuzione. I guariti sono 787. Negli ospedali i ricoveri sono 1.667, 4 in più rispetto a ieri, dei quali 223 in terapia intensiva, uno in più rispetto alla giornata precedente. La distribuzione nelle province vede Catania con 207 casi, Palermo 359, Messina 259, Trapani 92, Siracusa 101, Ragusa 18, Caltanissetta 42, Agrigento 28, Enna 52.

“Se tutti riusciamo ad essere presenti alle proprie responsabilità questa maledetta epidemia presto sarà soltanto un ricordo”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, dopo avere incontrato i prefetti dell’Isola sollecitandoli a “intensificare i controlli” anti Covid-19. “La settimana che si apre – ha affermato il governatore Nello Musumeci – sarà quella decisiva per uscire definitivamente dalla zona rossa e cominciare a guardare col sorriso e speranza al futuro. Ma dipende da ciascuno di noi, dalla condotta singola o collettiva di noi siciliani. Sia chiaro io in questi giorni non guardo al termometro del consenso popolare, perché chi gestisce un’epidemia deve guardare al numero dei morti. Noi non ci possiamo permettere il lusso di perdere 40 persone al giorno. Ecco perché – ha aggiunto Musumeci – faccio appello a tutti: se tutti riusciamo ad essere presenti alle proprie responsabilità questa maledetta epidemia presto sarà soltanto un ricordo”.

All’incontro con i prefetti della Sicilia, che si è tenuto in videoconferenza, oltre al presidente Musumeci, erano presenti gli assessori alla Salute, Ruggero Razza, e ai Trasporti, Marco Falcone. I rappresentanti del Governo regionale hanno illustrato i dati epidemiologici, valutati in precedenza dalla Cabina di regia nazionale, che registrano, in particolare, l’indice RT, riferito al periodo 11-17 gennaio, attestarsi sul valore di 1,27. “Ciò nonostante – ha affermato il governatore – registriamo una mobilità, che riguarda principalmente le tre aree metropolitane e che, da molteplici e ripetute segnalazioni, spesso non corrisponde alle esigenze di lavoro, necessità e salute, previste dall’ordinanza in vigore. A fronte di decine di migliaia di operatori commerciali che mantengono chiusi i propri esercizi nel rispetto delle regole e di milioni di siciliani che fanno altrettanto restando a casa, sono purtroppo tanti, troppi – ha sottolineato Musumeci – i casi di inosservanza che restano impuniti. Come è ben noto, vigilare sull’effettiva osservanza delle disposizioni non è di nostra competenza”.

Per questo il governatore ha “fatto appello ai prefetti a disporre maggiori e più capillari operazioni di controllo, da effettuare con l’ausilio delle forze dell’ordine, della polizia locale e del contingente dell’esercito impegnato nell’operazione “Strade sicure”, per consentirci di essere, alla fine del mese, fuori dalla zona rossa imposta non dal presidente della Regione ma da valori di contagio che purtroppo restano preoccupanti. Il mio compito – ha concluso il governatore – non è agire con l’occhio al termometro del consenso popolare ma scongiurare la conta tragica delle tante vittime di ogni giorno”.

Intanto un nuovo focolaio con 25 anziani positivi al covid è stato individuato in una casa di riposo di Capizzi (Messina), un borgo dei Nebrodi dove erano state già contagiate circa 100 persone dopo una festa di compleanno. Il paese, che conta 3.100 abitanti, era stato già dichiarato zona rossa e ora vive un’emergenza da Covid con 69 positivi e 107 in quarantena.