Covid: rischia la vita donna senza ossigeno a Lipari, denuncia del medico 118

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“A Lipari mancano le bombole d’ossigeno nelle farmacie. Ho fatto pazzie per salvare una donna”. La denuncia è di Nino Grillo, medico del 118 e segretario provinciale di Messina del sindacato Snami.

“Sabato scorso ho soccorso una signora Covid positiva, in isolamento domiciliare, che poteva essere seguita in casa con una bombola – racconta Grillo -. Ho fatto salti mortali per averne una dalle riserve dell’ospedale, ma quando ieri all’ora di pranzo è finita la bombola, non mi hanno dato la seconda. A questo punto – prosegue il medico – ho contattato 118, pronto soccorso e carabinieri, dopo che mi era stato detto da una collega che non poteva esserene consegnata un’altra, visto il divieto del responsabile del pronto soccorso. Così ho trasportato la signora in ospedale, sull’unica ambulanza in servizio, ma una volta giunto nel presidio la stessa stessa dottoressa mi ha detto che non poteva accettarla perché Covid positiva e che quell’ospedale non era centro Covid, invitandomi a gestire in autonomia la paziente”.

“Ho chiamato la centrale 118 – prosegue Grillo – e ho appreso che la paziente non poteva essere elitrasportata perché le sue condizioni erano compatibili con la terapia in casa. Nell’impasse, i parenti hanno chiamato i carabinieri, arrivati subito, e a questo punto la dottoressa ha aperto la cosiddetta ‘area grigia’ dell’ospedale, dove la paziente è stata assistita”. Ieri sera la donna è stata trasferita a bordo dell’elisoccorso nel nosocomio di Barcellona Pozzo di Gotto.

“Ho ritenuto doveroso fare un esposto ai carabinieri di Lipari sulla vicenda che ha riguardato la signora rimasta senza bombola d’ossigeno a Lipari perché qua siamo soli e ci va di mezzo la vita delle persone”, prosegue Nino Grillo. “Non esiste una regia, un coordinamento: tutto viene scaricato su noi sanitari del 118. Bisogna essere chiari, Lipari – aggiunge – dalle 7 di sera resta isolata ed è inspiegabile che un paziente possa restare senza ossigeno per via di una burocrazia miope che blocca una bombola di ossigeno all’interno di un ospedale. Qua la colpa è dei dirigenti che ci abbandonano. Per fortuna sono stato sempre in contatto con il direttore sanitario dell’Asp Messina, Alagna, che conosce molto bene la situazione del 118, per averlo coordinato, e quindi sa bene in quali condizioni siamo costretti a lavorare. Adesso mi auguro che la procura faccia luce sull’intera vicenda”, conclude.